Drastico calo della qualità della vita digitale in Italia: siamo 27esimi, scavalcati da Francia e Spagna

In vetta rimangono Danimarca, Corea del Sud e Finlandia
Drastico calo della qualità della vita digitale in Italia: siamo 27esimi, scavalcati da Francia e Spagna
Roberto Artigiani
Roberto Artigiani

La terza edizione dell'Indice sulla qualità della vita digitale (DQL) vede l'Italia al 27° posto su 110 Paesi. Il report, condotto dalla società di sicurezza informatica Surfshark, copre 6,9 miliardi di persone in tutto il mondo (il 90% della popolazione globale) e valuta le nazioni sulla base di cinque "pilastri fondamentali del benessere digitale".

L'Italia presenta dei punteggi competitivi per quanto riguarda la sicurezza informatica (19° posto), infrastruttura informatica (25° posto) e amministrazione digitale (25° posto), ma presenta dei risultati inferiori in termini di accessibilità (41° posto) e qualità della connessione internet (40° posto).

Nel complesso, il nostro Paese ha evidenziato un calo significativo rispetto all'analisi dello scorso anno, passando dal 20° al 27° posto. La velocità di internet in Italia infatti è inferiore rispetto a quelli dei paesi limitrofi: la banda larga è 2 volte più veloce in Francia e Spagna, anche se ha registrato un miglioramento del 68% dall'inizio della pandemia.

Considerando il quadro complessivo, 6 dei 10 Paesi con i punteggi più alti si trovano in Europa. La classifica è guidata dalla Danimarca (per il secondo anno di fila), seguita da Corea del Sud, Finlandia, Israele e Stati Uniti. Le ultime 5 posizioni invece sono occupate rispettivamente da Etiopia, Cambogia, Camerun, Guatemala e Angola.

Il report ha messo in luce anche alcuni aspetti significativi, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra costi e accessibilità a Internet. Nel corso del 2021 la banda larga è diventata più cara in tutto il mondo, mentre i prezzi per le conessioni mobili sono calati uniformemente. I Paesi dove la qualità della connessione è peggiore sono anche quelli in cui costa di più (come Nigeria, Costa d'Avorio e Mali).

Per chi volesse sapere di più lo studio si basa su informazioni open-source fornite da Nazioni Unite, Banca Mondiale, Freedom House, Unione Internazionale delle Comunicazioni e da altre fonti. Il rapporto finale del 2021 è disponibili qui, insieme a uno strumento interattivo per il confronto tra Paesi.

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