Ecco perché Google.it riporta un messaggio dell'AGCM nella homepage

Per chi ha visitato la prima pagina del motore di ricerca impossibile non notare il pop-up
Ecco perché Google.it riporta un messaggio dell'AGCM nella homepage
Roberto Artigiani
Roberto Artigiani

Negli ultimi giorni è apparsa una vistosa notifica sulla prima pagina del motore di ricerca più usato al mondo (come potete vedere nella schermata a fine articolo). Il pop-up non è visibile da tutti però, dal momento che è legato a un provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana (AGCM) ed appare perciò solo sulla versione con localizzazione ".it" (mentre è assente da google.com in italiano). Il messaggio è molto semplice e invita ad approfondire un argomento riportato in maniera molto sintetica (e piuttosto allarmante), il testo dell'avviso infatti recita:

"Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Estratto del provvedimento CV194 Google Drive Clausole Vessatorie"

Cliccando su "leggi qui" si apre poi una pagina in pdf riporta un'estratto di un procedimento espresso nel più classico legalese. Altrimenti si può ignorare il messaggio e continuare come se niente fosse. Se siete qui probabilmente però è perché la cosa vi ha quanto meno incuriosito. Ebbene il motivo per cui Google ha pubblicato questo avviso nella sua visitatissima home è che è stata obbligata dall'AGCM. Come vi spiegavamo qui un paio di settimane fa, l'autorità antitrust nazionale ha completato da poco un'indagine sul comportamento dei maggiori servizi di archiviazione in cloud: iCloud di Apple, Dropbox e naturalmente Google Drive.

Al termine del procedumento sono state identificate alcune pratiche scorrette o meglio si è statibilito la presenza di clausole definite "vessatorie" nel lungo documento che ogni utente deve accettare per utilizzare il servizio (sì, proprio quello che nessuno legge mai e clicca direttamente su "accetta"). Semplificando la questione, l'autorità ha stabilito che i termini di servizio sono troppo sbilanciati a favore delle aziende, le quali possono modificare unilateralmente gli accordi, interrompere o sospendere il servizio arrivando fino ad autoesonerarsi in caso di perdita di dati.

L'istruttoria dell'AGCM non ha portato all'erogazione di multe come spesso avviene, il garante ha stabilito invece l'obbligo di mostrare l'annuncio e il relativo estratto a tutti gli utenti per 20 giorni consecutivi. Se la questione vi ha quindi appassionato quanto basta, potete proseguire leggendo il testo completo del provvedimento a questo link.

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