Facebook e Instagram contro la disinformazione sul Coronavirus

Lorenzo Delli

Subito dopo l’annuncio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che ha dichiarato la diffusione del nuovo coronavirus emergenza sanitaria internazionale, anche Facebook sta muovendo i primi passi concreti a riguardo della diffusione di notizie e informazioni relative al virus che sembrerebbe aver avuto origine nella città cinese di Wuhan.

Con i suoi 2,5 miliardi di utenti attivi giornalmente, Facebook è infatti una delle fonti primarie di news e di informazione. Non che sia un bene, si intende: ci sono fin troppi utenti che prendono per oro colato tutto ciò che transita dal frequentatissimo social network di Zuckerberg, ed è proprio per questo che Facebook sta prendendo provvedimenti mirati proprio in relazione al coronavirus.

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Per cominciare, le varie società terze che aiutano Facebook nel fact-checking delle notizie lavoreranno a ritmo serrato per catalogare tutto ciò che riguarda la diffusione del virus, segnalando quelle che sono notizie false o comunque riportate in modo erroneo o superficiale. Facebook Inc. di conseguenza ne limiterà la diffusione su Facebook e Instagram, inviando anche segnalazioni agli utenti che hanno già condiviso o che sono in procinto di condividere notizie segnalate appunto come erronee o false. Le classiche teorie di cospirazione che stanno fioccando in questi giorni e le notizie ritenute più dannose verranno definitivamente rimosse. Sarà limitato anche l’utilizzo di determinati hashtag (quello sul coronavirus era fra i trend di Instagram nelle ultime ore).

Facebook cercherà di fornire anche informazioni realmente utili e supporto di vario genere, diffondendo informazioni accurate rilasciate dalle varie organizzazioni della sanità locali o direttamente dall’OMS. Come? Visualizzando messaggi o articoli aggiornati direttamente nel News Feed di Facebook, o suggerendo contenuti inerenti e verificati nel caso l’utente compia ricerche sui due social.

La società di Zuckerberg sta anche aiutando i ricercatori della School of Public Health dell’università di Harvard e dell’università taiwanese National Tsing Hua condividendo dati aggregati e completamente anonimi e mappe ad alta risoluzione relative alla densità di popolazione per facilitare la realizzazione di modelli di previsione della diffusione del virus. Qui il post ufficiale redatto da un responsabile di Facebook con tutti i dettagli sulle iniziative promosse.