Fatturazione a 28 giorni: il Tar annulla le multe a Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre

Emanuele Cisotti

Nel 2017 AGCom aveva sancito l’irregolarità della tariffazione a 28 giorni dei quattro più grandi operatori sul territorio italiano: Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre. Era stata poi AGCM a prevedere nel 2020 una maxi multa da 228 milioni di euro. Questa multa viene però oggi annullata dal Tar che da invece ragione agli operatori.

Il Tar del Lazio a cui avevano fatto ricorso gli operatori fa sapere che ci sono profili di illogicità nella decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’AGCM aveva multato gli operatori poiché aveva rilevato “un’intesa segreta, unica, complessa e continuata, restrittiva della concorrenza“.

Il Tar non solo ha annullato quanto imposto da AGCM, che parlava della creazione di una sorta di cartello, ma ha anche contestato alcune procedure che AGCM ha seguito per arrivare alla sue conclusioni.

AGCM parlava di un cartello fra gli operatori per l’aumento delle tariffe dello 8,6% al momento del ritorno alla tariffazione mensile, conclusione appunto contestata dal Tar che mette in risalto come questa decisione sia stata guidata dalla semplice convenienza e che non c’era la necessità di un accordo segreto fra le parti. In più AGCM avrebbe utilizzato documenti inutilizzabili (come nel caso di un documento antecedente al periodo preso in esame dall’Autorità) o ininfluenti.

Gli operatori avevano una linea comune nel ricorso al Tar: la sanzione di AGCM era sproporzionata, non ci sono stati contatti per la creazione di un cartello e AGCM non avrebbe considerato nel modo corretto il parere di AGCom né quello delle parti coinvolte. Maggiori informazioni nel report di DDay.