Google Documenti potenzia revisioni, modelli e ricerca: ecco le novità

Cosimo Alfredo Pina

Se per la vostra produttività quotidiana vi appoggiate alla suite di Google, sappiate che ci sono interessanti novità per Google Documenti, Fogli e Presentazioni. BigG infatti oggi annuncia il potenziamento degli strumenti di collaborazione ed integra qualche funzionalità smart in più.

La novità più interessante è senz’altro la possibilità di dare un nome ad una revisione e quindi avere uno storico dei cambiamenti effettuati ad un documento. La funzionalità è disponibile su Documenti, Fogli e Presentazioni, dal menu “File” e poi “Cronologia Versioni”.

Altra feature che i team che collaborano allo stesso progetto apprezzeranno è la “versione pulita”, attivabile dal menu “Strumenti” e poi su “Esamina modifiche suggerite”. Questa permette di avere un’anteprima del file senza commenti e suggerimenti, quindi del documento vero e proprio.

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Sempre dallo stesso menu è adesso possibile accettare o rifiutare tutti i suggerimenti in colpo solo; perfetto se avete già esaminato il documento senza soffermarvi commento per commento. A proposito di suggerimenti, adesso questi sono inseribili anche dall’app Android, iPhone ed iPad di Documenti.

Passiamo alle novità esclusive per G Suite, la versione enterprise della suite per l’ufficio di Google. La prima sono nuovi template “smart”, che oltre ad una formattazione meramente estetica includono funzionalità vere e proprie. Un modello sviluppato secondo questo standard avrà quindi sia una struttura definita che alcune funzioni, come ad esempio il riconoscimento di una firma.

Altra funzione per G Suite Business and Enterprise è l’integrazione della ricerca Google Cloud Search. Premendo sul tasto “Esplora” la ricerca non solo verrà effettuata online, ma anche su file, email e quant’altro sia collegato all’account business: Gmail, Drive, Calendario e Sites.

Un round di nuove feature decisamente ricco, che ci ricorda quanto Google ci tenga a tenere competitiva il suo anti-MS Office, cosa che poi aiuta anche a spingere su prodotti più remunerativi come Chrome OS e servizi per le aziende.

Fonte: Google