Google e l’educazione: utenti duplicati e attenzione speciale per l’Italia

Matteo Bottin

A causa della pandemia in corso, tantissime nazioni hanno dovuto trasferire le lezioni online, e le due maggiori piattaforme utilizzate sono la suite di Google e Zoom (tanto che a marzo sono nella Top 10 delle app più scaricate). Come conseguenza, i numeri di queste piattaforme sono aumentati considerevolmente.

Ma focalizziamoci su Google: il suo prodotto principale, il gratuito Google Classroom, è riuscito ad arrivare a ben 100 milioni di utenti, raddoppiandoli rispetto all’inizio di marzo. Meet, l’app per le videoconferenze, ora viene utilizzata ben 25 volte di più di quanto accadesse a gennaio. Infine, G Suite for Education è passata a 120 milioni di utenti, in aumento rispetto ai 90 milioni dello scorso anno.

La crescita maggiore è avvenuta al di fuori degli Stati Uniti, dove Classroom era già popolare. L’Italia è una di quelle realtà che ha trainato la crescita. Ma anche Google ha fatto la sua parte: nel nostro Paese ha collaborato con le aziende di telecomunicazione per permettere a tutti gli studenti per lo meno di ascoltare gli insegnanti.

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L’app è stata quindi progettata per girare su smartphone “economici” e di funzionare anche senza una linea fissa wireless (che non tutte le famiglie hanno). Ovviamente non sono mancati i problemi: inizialmente alcuni studenti erano riusciti a trovare il modo di espellere dalla videoconferenza altri utenti, e dunque sono comparsi episodi di ragazzi che riuscivano a buttare fuori dalla stanza i proprio professori. Tutto il team di sviluppo si è quindi focalizzato nello sviluppo di nuove funzionalità e nell’incremento della sicurezza.

Via: Bloomberg