Anche Google sfrutterà il log-in per tracciare gli utenti, l’era dei cookies sta per finire?

Vezio Ceniccola

Da diversi anni ormai, Google sta lavorando sodo per  rendere i suoi annunci sempre più “mirati e personalizzati”. Finora un grosso limite era rappresentato dal sistema dei cookies, che limitava il tracciamento dell’utente al dispositivo in uso, ma questa barriera potrebbe essere presto superata grazie al passaggio ad un nuovo modo di controllare le abitudini degli utenti.

Infatti, BigG sta per implementare nuove funzioni nei propri servizi per abilitare il tracciamento degli utenti tramite log-in all’account Google. Visitando un sito o usando un’app legati al nostro account, i nostri dati saranno salvati sui server dell’azienda di Mountain View e potranno essere usati per mostrarci annunci pubblicitari in base ai nostri interessi e alle ricerche effettuate.

Questo ovviamente già avviene da tempo, ma ora c’è una differenza: mentre prima i dati rimanevano confinati in locale sullo smartphone/tablet/PC, adesso potranno essere condivisi su tutti i dispositivi nel quale accediamo col nostro account Google. Questo permette all’azienda americana di raccogliere più informazioni e profilare meglio l’utente, per fornigli poi annunci  personalizzati ancora più mirati e distribuiti su tutte le piattaforme.

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Una mossa molto simile a quella fatta già da qualche tempo da Facebook, che grazie al log-in sul proprio sito traccia gli utenti anche sui servizi esterni e riesce a tener testa agli ad-blocker, motivi che gli hanno permesso di crescere esponenzialmente nel mercato dell’advertising negli ultimi anni.

Quella del tracciamento tramite log-in non è però l’unica novità da parte di Google. Infatti, anche Maps subirà una piccola rivoluzione sotto al cofano: gli annunci sui luoghi in evidenza non si baseranno più solo sulla posizione corrente e le ricerche recenti, ma anche su tutti gli altri dati collegati all’account dell’utente e sulle informazioni degli utenti simili.

Inoltre, quando l’utente si recherà in un negozio predentemente cercato tramite Maps, Google potrà analizzare i suoi dati e vedere l’impatto che l’annuncio pubblicitario ha avuto sulla sua scelta, il tempo di permanenza e altre informazioni.

Altra trasformazione importante riguarda Brand Lift, servizio di misurazione dell’impatto pubblicitario legato ai video, introdotto nel 2011 e che finora funzionava solo per YouTube. Presto quest’utile strumento sarà allargato anche alla TV, consentendo anche agli investitori del mercato televisivo di controllare l’andamento degli spot e le altre statistiche. Inizialmente il servizio funzionerà solo negli Stati Uniti, ma potrebbe presto essere espanso in tutto il mondo.

L’aggiornamento alle nuove politiche di tracciamento riguarderà praticamente tutti i prodotti Google esistenti, come Gmail, Android, YouTube, Maps e Google Now. Sembra che BigG, impegnato nel raffinamento costante dei suoi strumenti pubblicitari, stia cercando tutti i modi possibili per spiarci e controllarci, ogni giorno di più.

Il dilemma rimane quindi aperto: cosa scegliere tra la comodità dei servizi integrati e il rispetto per la privacy? Qual è il prezzo da pagare, in termini di riservatezza, per poter continuare ad usare gratuitamente tutte le app che ci servono?

Via: TechCrunch