Google+ sarà chiuso, ma non solo per mancanza di utenti, e non in tempi rapidi

Nicola Ligas - Una grave falla di sicurezza al centro della decisione.

Secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal, Google avrebbe tenuto nascosta l’esistenza di un bug che avrebbe dato a sviluppatori di terze parti accesso ai dati personali degli utenti di Google+ in un lasso di tempo molto ampio, dal 2015 al 2018. I dati in questione sarebbero nomi, email, date di nascita, genere, foto profilo, luoghi in cui l’utente ha vissuto, occupazione ed eventuali relazioni. La scoperta di questa falla sarebbe avvenuta infatti solo nel marzo 2018, ed all’epoca prontamente fixata.

La replica di Google non si è fatta attendere, ed è giunta, tra l’altro, annunciando la chiusura di Google+, quantomeno lato consumer. Pur non confermando, né smentendo, quanto riportato dal Journal, Google ha ammesso l’esistenza di un bug nelle API di Google+. Tale bug ha dato potenzialmente accesso agli sviluppatori ad alcuni campi del profilo di Google+, quali nome, indirizzo email, occupazione, genere, lingua, ed età (qui trovate l’elenco completo). Google afferma inoltre di non aver trovato alcuna prova che qualsiasi sviluppatore fosse a conoscenza di questo bug o che abbia abusato di tali API, né quindi che i dati di alcun profilo siano stati utilizzati in modo malevolo.

A causa quindi degli sforzi economici (e non solo) necessari a mantenere sicuro Google+ nel tempo, ed anche a causa del “very low usage” della versione consumer di Google+ (che poi è quella usata dal comune pubblico), Google+ chiuderà i battenti ad agosto 2019. Sarà un lungo addio, anche per dare tempo agli utenti di migrare i propri dati (sebbene solo nei prossimi verrà comunicato come poterli scaricare). Google+ enterprise continuerà invece a sopravvivere, un po’ come già successo a suo tempo con Hangouts, che ormai è un tool per le aziende.