Google vuole realizzare reti a 20 Gbps senza cavi: i progressi di Project Taara

Google vuole realizzare reti a 20 Gbps senza cavi: i progressi di Project Taara
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Immaginate di trovarvi in un paese in cui le reti internet non sono particolarmente sviluppate, e di dover realizzare una rete in fibra ottica con cavi che devono necessariamente attraversare aree poco agevoli, come un grande fiume in piena.

È proprio questo il contesto in cui la società Alphabet, quella di proprietà Google e che si occupa dei progetti più sperimentali di BigG, sta sviluppando il suo Project Taara. Probabilmente ispirato alla mitologia finlandese, dove Taara era il dio del tuono, la metodologia prevede la trasmissione di dati con l'esclusivo impiego di fasci di luce.

Il vivo di Project Taara si sta sviluppando in Africa, dove sono state installate le prime apparecchiature per testare la metodologia messa a punto dal team Alphabet che lavora al progetto. In 20 giorni sono stati trasmessi circa 700 TB di dati attraverso il fiume Congo da Brazzaville a Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo.

Questa località assume un valore sia simbolico che pratico: i provider di reti tradizionali incontrano particolari difficoltà nell'installare reti con cavi attraverso il fiume, con un conseguente aumento dei prezzi di accesso alle reti internet.

La comunicazioni tra le stazioni ottiche prevede l'utilizzo di specchi per ottimizzare la trasmissione e la ricezione dei fasci di luce anche in base alle condizioni atmosferiche. Chiaramente questo metodo funziona meglio nelle aree in cui non sono frequenti le precipitazioni e condizioni di nebbia.

Al momento Project Taara rimane un contesto sperimentale, e non è stato riferito quando i provider di rete potranno affidarvisi per rendere più accessibili i propri servizi. L'obiettivo finale è fornire una rete che non richiede cavi fisici con una velocità di download pari almeno a 20 Gbps. Il video che trovate qui in basso mostra alcuni dei concetti basilari di Project Taara, tratto dai test effettuati in India.

Via: The Verge

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