Chi era John McAfee, il creatore dell’Antivirus

SmartWorld team

John McAfee si è spento oggi all’età di settantacinque anni. Il fondatore del primo antivirus commerciale ha posto fine alla propria vita nel carcere di Sant Esteve Sesrovies, in Spagna, dove era stato condotto da ormai diversi mesi con l’accusa di evasione fiscale lanciata dagli Stati Uniti. E mentre il Tribunale di Barcellona autorizzava la sua estradizione verso il territorio americano, l’imprenditore natìo di Cinderford, ridente cittadina dell’Inghilterra, poneva l’ultimo gesto estremo della sua vita. Fatta di successi e di conquiste, ma anche di scandali e macchie indelebili. Nelle ultime ore, la notizia: McAfee si è suicidato nella propria cella.

Lo sregolato vissuto dell’imprenditore milionario affonda le sue origini da problemi familiari. Il padre, alcolizzato e violento, si tolse la vita quando John McAfee aveva l’età di quindici anni. Ma questo non ha impedito al programmatore – che è sì nato in Inghilterra, ma che ha trascorso buona parte della sua vita negli Stati Uniti – di costruirsi un luminoso futuro. Si iscrive all’università una volta concluso il periodo scolastico e nel 1969 consegue la laurea in matematica.

McAfee muove i primi passi proprio all’università, ottenendo la cattedra al Northeast Louisiana State College. Ma la carriera da professore viene interrotta dal primo scandalo: una relazione sessuale con una sua studentessa, diventata poi la prima delle tre mogli (l’ultima è Janise Dyson, conosciuta nel 2012 e più giovane di trentasette anni). Non fu questa, tuttavia, l’unica macchia del curriculum: venne arrestato per marijuana e più volte accusato di abusare di droga e alcool.

La svolta arriva negli anni ’80. Dopo aver bazzicato all’Univac come software designer e alla Xeros – dove invece aveva il compito di occuparsi delle architetture di sistema – venne preso a lavorare per la Lockheed, società aerospaziale in California. E qui entra per la prima volta in contatto con “Brain”, un virus informatico che si faceva strada tramite i mitici floppy-disk e attaccava i computer IBM, infettandoli. John McAfee rivelò di esser rimasto estasiato dalle potenzialità del software: come raccontò in seguito, la virulenza con cui il programma attaccava i PC ricordava all’imprenditore gli abusi perpetrati dal padre verso lui e la madre.

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John McAfee e l’intuizione dell’antivirus

Da qui la scintilla: dapprima congegna un antivirus per sconfiggere Brain, e successivamente – nel 1987 – fonda una società (la McAfee Associates) che porta il suo nome. E il successo fu strepitoso: a posteriori, un pezzetto di Internet è racchiuso nel nome di McAfee, il primo antivirus a farsi strada sul mercato con un giro d’utenza a dir poco incredibile. Più che i numeri di installazione, valgano a riferimento il valore delle azioni della società, moltiplicati in breve tempo fino a raggiungere – in appena una manciata di anni – la ragguardevole quota di 80 milioni di dollari.

La frenetica vita di John McAfee non lasciava però spazio alla normalità. Con una mossa inaspettata, l’imprenditore decise di congedarsi dalla propria creatura (poi assorbita da Intel nel 2010), lanciandosi verso altre esperienze: un sistema di messaggistica istantanea, sino ad arrivare a fondare una società avente lo scopo di produrre antibiotici a base di erbe. Gli affari vennero parallelamente spostati in Belize, in America centrale, dove l’imprenditore si trasferì nel 2008.

La carriera di McAfee subì negli anni un rovinoso crollo, intrappolato da scandali che si inanellavano a ritmo calzante: venne arrestato per presunte attività illecite dietro alla compagine societaria produttrice degli antibiotici – il sospetto, in pratica, è che anziché produrre antibiotici, McAfee volesse invece tentare la conquista del mercato delle metanfetamine – e messo in carcere per aver abusato di una sedicenne. Scagionato per assenza di prove, finisce al centro di una indagine per presunto omicidio del vicino di casa Gregory Faull. Da qui la grande fuga in Guatemala e l’arresto. Ma il Belize non ottenne l’estradizione consentendo all’imprenditore di tornare a piede libero. Non tardò ad arrivare l’ennesimo cambio di città: Portland nel 2013 e Lexinton, in Tennessee, l’anno successivo.

John McAfee si è candidato per due volte come Presidente degli Stati Uniti d’America, spostando così il suo interesse verso la politica. E il programma non poteva che toccare trasversalmente l’informatica e in particolar modo la necessità di tutelare la privacy degli utenti, esposti alle intemperie del web. Fondò dapprima il suo partito con l’eloquentissimo nome di “Cyber”, per poi passare al Partito Liberale, dove però ottenne nel 2015 soltanto l’8% dei consensi. Nel 2017 debutta su Netflix il primo documentario dedicato alla vita di John McAfee, e nello scorso anno si era pure sparsa la voce dell’approdo (di fatto smentito dalla realtà fattuale) del primo smartphone creato dal ricco imprenditore.

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I problemi col Fisco di John McAfee

Le ambizioni di diventare il numero uno della Casa Bianca faranno tuttavia a pugni con gli altri scandali, rivenuti da McAfee come conseguenza di una cospirazione e di un complotto per la sua candidatura. Tra il 2014 e il 2018 fioccarono i primi guai col Fisco americano, che accusava l’imprenditore di una maxi-evasione da milioni di dollari.

Ad avvalorare i sospetti sarà soprattutto la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi nei quattro anni anni contestati. Una conseguenza, secondo le autorità americane, dell’opera fraudolenta di McAfee, che avrebbe sottaciuto sui suoi guadagni derivanti da investimenti in criptovalute, ma anche del possesso di beni d’alto valore. E infine le ulteriori accuse di riciclaggio di denaro.

Alle prese con la giustizia, John McAfee cercò di smarcarsi dalle autorità locali spostandosi da un territorio all’altro. Venne tuttavia “pizzicato” all’aeroporto di Barcellona nello scorso ottobre e condotto in carcere in Spagna. Gli Stati Uniti chiedono l’estradizione e il 23 giugno arriva anche l’autorizzazione concessa da un Tribunale di Madrid. Il sospetto è che l’estrema decisione di McAfee sia naturale conseguenza del provvedimento emanato ieri. L’ultimo atto per divincolarsi per sempre dagli Stati Uniti. Una cosa è comunque certa: tra genio e profonda eccessività, il nome di John McAfee resterà scolpito nel firmamento del web.