La crescita della creator economy ha cambiato i nostri sogni: basta astronauti, meglio youtuber

50 milioni di creator, ma pochissimi riescono ad avere successo
La crescita della creator economy ha cambiato i nostri sogni: basta astronauti, meglio youtuber
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

La creator economy, l'economia dei cosiddetti creator è un fenomeno in dirompente crescita. 50 milioni le persone che nel mondo si definiscono creator, per un mercato che in vent'anni ha raggiunto un valore di 14 miliardi di dollari. Numeri impressionanti, alimentati e sfruttati da piattaforme come YouTube, Instagram e Twitch, che nel 2018 ha superato il picco di spettatori simultanei di una rete via cavo come la CNN. In Italia i creator sono 350mila, ma si arriva a 450mila figure coinvolte se consideriamo anche chi opera nel settore a supporto dei creator stessi.

Le persone quindi trascorrono sempre più tempo a consumare contenuti non professionali, ma è il l'aumento vertiginoso dei creator a destare attenzione. Nel 2020 c'erano più di 51 milioni di canali YouTube, con un tasso di crescita annuo del 23%. Tutti vogliono diventare star del web, il successo sembra dietro l'angolo e i costi sono bassissimi, visto che basta uno smartphone per riprendersi e un'idea da trasmettere.

Certo i numeri sono scoraggianti. Il 97,5% degli YouTuber guadagna meno di 12.000 dollari, difficile viverci, anche se il numero di canali YouTube che hanno fatto cinque o sei cifre è cresciuto del 40%, probabilmente a seguito all'incredibile espansione del fenomeno. Spazio quindi a una nuova figura: i micro influencer, individui con un seguito minore, ma che costituiscono la maggior parte degli influencer su piattaforme popolari come Instagram

Per loro sembra esserci spazio. Su Instagram, più del 46% degli account ha più di 1.000 follower, e gli account con un numero relativamente basso di follower generano un maggiore coinvolgimento. Gli influencer con un pubblico fino a 15.000 follower infatti, in genere vedono tassi di coinvolgimento del 3,86%, cifra che diminuisce con l'aumento dei follower (gli account con 1 milione di follower hanno un tasso di coinvolgimento medio di appena l'1,21%).

E poi ci sono le newsletter a pagamento. Aziende come Substack (che è riuscita a raccogliere fino a 84 milioni di dollari in finanziamenti) consentono ai creator di guadagnare fino a diverse centinaia di migliaia di dollari l'anno.

Ma come si diventa creator? Secondo Luca Leoni, CEO di Show Reel Media Group, non esiste il creator che parla a tutti o il testimonial trasversale, oggi si lavora sempre per segmenti. Formati, linguaggi e relazioni sono cambiati e quindi bisogna avere professionisti e società che rappresentino questa evoluzione.

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