La Francia blocca l'e-commerce Wish

Problemi di sicurezza dei prodotti venduti, ecco il motivo per il quale il governo francese ha imposto lo stop alle vendite di Wish.
La Francia blocca l'e-commerce Wish
SmartWorld team
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Blocco del sito e dell'app di Wish

La Francia ha bloccato le vendite della piattaforma Wish. il Servizio Nazionale di Investigazione (SNE) della Direzione Generale della Concorrenza, dei Consumatori e del controllo delle frodi (DGCCRF) aveva iniziato un'indagine nel settembre dello scorso anno relativa alla sicurezza dei prodotti venduti sulla piattaforma. L'esito non è risultato positivo e ha portato, di conseguenza, alla ferma decisione del blocco del sito e dell'app dell'azienda con sede a San Francisco.

Misure per proteggere i consumatori

Bruno Le Maire, ministro dell'economia, delle finanze e del risanamento, Alain Griset, ministro delegato responsabile delle piccole e medie imprese, e Cédric O, segretario di Stato per la transizione digitale e le Comunicazioni elettroniche, hanno ordinato ai principali store di applicazioni e ai gestori dei motori di ricerca di bloccare il sito di e-commerce Wish e la sua app. Queste misure eccezionali sono uniche in Europa, al momento, e sono state adottate con l'obiettivo di proteggere i consumatori e porre fine al mancato rispetto degli obblighi di sicurezza da parte di Wish, relativi ai prodotti che vengono messi in vendita. Queste le parole del comunicato ufficiale diffuso dal governo francese per annunciare e motivare la decisione presa.

Prodotti non conformi alle regole e pericolosi

Il controllo sui prodotti Wish è avvenuto su un campione di 140 pezzi. La maggior parte di questi sono stati importati e, dopo i dovuti accertamenti, si sono rivelati non conformi alle regole, non sicuri e con alti livelli di pericolo per i clienti. Su tutti, spiccano le categorie degli apparecchi elettrici (con il 95% non conforme, di cui il 90% pericoloso), dei giocattoli (con il 95% non conforme, di cui il 45% pericoloso) e della bigiotteria (con il 62% pericoloso). Oltre a questi dati, è emerso che Wish non ha provveduto ai dovuti richiami e ritiri dei prodotti considerati pericolosi, così come è stabilito dalle normative.

La risposta di Wish e l'azione legale

Secondo gli organi francesi competenti, l'e-commerce non conserva alcuno storico della vendita di prodotti non conformi e pericolosi. Alcuni di questi vengono ritirati entro le 24 ore, come stabilito, ma spesso sono stati riproposti sul sito in una forma diversa, a volte anche sotto lo stesso venditore. La risposta di Wish non si è fatta attendere e nel giro di poche ore ha smentito le accuse e con un comunicato ufficiale ha annunciato il ricorso: "Stiamo iniziando un'azione legale per sfidare quello che consideriamo un atto illegale e sproporzionato. A Wish ci dedichiamo a fornire un'esperienza utente positiva e una gran parte di questo implica rendere disponibili prodotti di qualità ai nostri utenti. Come piattaforma di mercato, non abbiamo alcun obbligo legale di effettuare controlli sui 150 milioni di prodotti offerti in vendita sulla piattaforma, investiamo in una vasta gamma di programmi progettati per attrarre e premiare i venditori che offrono articoli di qualità, e limitare l'esposizione di coloro che offrono articoli di qualità inferiore" ha aggiunto l'azienda.

Il successo dell'e-commerce e gli incassi in Francia

Wish è stata fondata nel 2010 da Danny Zhang e Piotr Szulczewski. L'enorme successo dell'e-commerce è dovuto al fatto che consente ai produttori (per il 94% cinesi), di vendere direttamente agli utenti senza passare attraverso altre aziende intermediarie, riducendo così notevolmente i costi. I prezzi dei prodotti, in alcuni casi, si limitano alle sole spese di spedizione. È dunque questa la formula vincente dell'e-commerce, che vanta oggi 500 milioni di utenti nel mondo e che in Francia lo scorso anno ha registrato vendite per un totale di 112 miliardi di euro.

La riforma europea sulle vendite online

Questa decisione delle autorità francesi risulta essere il primo caso in Europa relativo alle investigazioni sugli e-commerce e le vendite online. Potrebbe rappresentare un precedente per future indagini sui prodotti nocivi a disposizione degli utenti con solo un paio di clic. La decisione del governo arriva a seguito di un ultimatum di due mesi che era stato dato all'azienda nel mese di luglio. Questa penalizzazione si colloca anche in un contesto in cui l'Unione Europea sta lavorando a una riforma sulle direttive del commercio elettronico.

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