La UE contro le big tech: svelata la nuova legislazione antitrust

La UE contro le big tech: svelata la nuova legislazione antitrust
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Ieri sera, attraverso un comunicato stampa, il Parlamento e il Consiglio europei hanno finalmente annunciato la proposta finale del Digital Markets Act (DMA). Da tempo si parla di questa nuova regolamentazione che vuole limitare il potere di mercato delle grandi piattaforme online.

Con il DMA, però, entreranno nel mirino dell'antitrust dell'Unione Europea non solo giganti come Apple, Google, Microsoft, Amazon e Meta, ma tutte quelle aziende definite "gatekeeper", cioè società con una capitalizzazione di mercato di almeno 75 miliardi di euro e almeno 45 milioni di utenti attivi, come per esempio Booking.com.

I punti chiave del DMA

Ma cosa stabilisce il DMA? Il nuovo pacchetto di regole si basa su alcuni punti cardine che le grandi piattaforme devono garantire e affronta diversi temi, tra cui i diritti degli utenti e la concorrenza tra le aziende.

Per quanto riguarda i diritti degli utenti, il DMA prevede due punti:

  • Interoperabilità. I gatekeeper dovrebbero consentire alle loro piattaforme di messaggistica di funzionare con servizi simili di terze parti più piccole. 
  • Il diritto di disinstallazione. I consumatori devono avere più scelta su software e servizi, in particolare nei sistemi operativi mobili come iOS e Android, con la possibilità di disinstallare qualunque software precaricato

Sul fronte della concorrenza, invece, alle aziende che si appoggiano alle piattaforme devono essere garantiti: 

  • Accesso ai dati. Per favorire la competizione, le aziende dovrebbero essere in grado di accedere ai dati che generano per piattaforme più grandi.
  • Trasparenza pubblicitaria. le aziende che acquistano annunci sulle piattaforme devono poter disporre degli strumenti per verificare in modo indipendente la portata dei propri annunci.
  • Fine dell'autopreferenza. Le aziende non possono utilizzare le loro piattaforme per mettere i loro prodotti al primo posto (vero Amazon?)

Le implicazioni per le big tech

Ma cosa rischiano le big tech? Negli ultimi tempi, abbiamo sentito di grandi multe dell'antitrust europeo alle aziende come Google e Apple, ma in generale i rischi sono stati bassi, basti pensare che in Olanda Apple ha preferito pagare una multa settimanale di 5 milioni di euro pur di non dover effettuare modifiche sulla gestione di app di terze parti sull'App Store.

Ora invece le pene sono molto più severe, e arrivano fino al 10% delle entrate annue mondiali, con penalità di mora fino al 5% del fatturato medio giornaliero. Ma non finisce qui. Il DMA prevede infatti, in caso di violazioni, modifiche strutturali alle aziende stesse, il che potrebbe includere misure come la cessione di parti dell'azienda.

Cosa succede ora

Il DMA ora dovrà ancora passare per la serie di votazioni in Parlamento e Consiglio europei. Per il momento, il Commissario dell'Unione Europea per la concorrenza, Margaret Vestager, dichiara la propria soddisfazione. Sicuramente le big tech avranno da ridire (avevano già chiesto aiuto al presidente Joe Biden, ma non è che negli Stati Uniti l'aria sia molto diversa), ma comunque vada soffia un vento di cambiamento

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