Da luglio entra in vigore il Green Pass europeo, ecco tutte le novità per chi viaggia

Roberto Artigiani Ma rimangono incertezze per la variante Delta e per chi si vaccina all'estero

Dal primo luglio è ufficialmente iniziata l’era del Green Pass. La certificazione viene rilasciata a chiunque abbia completato una dose di vaccino (trovate maggiori dettagli su questo aspetto più in basso), sia guarito dal Covid-19 o sia risultato negativo a un tampone nelle ultime 48 ore ed è disponibile sia in formato cartaceo sia in digitale. Il Pass è valido per viaggiare in tutta l’Unione Europea, dal momento che è stato realizzato con un accordo tra gli Stati membri, consente di viaggiare liberamente e non sottostare ad alcune restrizioni ancora presenti.

Tutte le nazioni europee possono rilasciare la certificazione e sono tenute ad accettare quelle emesse negli altri Paesi dell’Unione. Anche se pensato per i vaccini riconosciuti dall’UE, ogni singolo Stato ha la facoltà di estendere i benefici anche ad altri tipi di vaccino, così come possono considerare valido il Pass anche dopo solo una dose. È questa la posizione dell’Italia finora, anche se la sempre maggiore diffusione della variante Delta – più contagiosa e da cui si è protetti solo dopo due dosi – sta mettendo in dubbio questo approccio. L’UE infatti ha formalmente stabilito di rilasciare il Green Pass solo dopo il completamento di un ciclo (ovvero due dosi, tranne che per Johnson & Johnson).

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Se una rimodulazione appare sempre più probabile nel nostro Paese, rimangono diverse incertezze anche per gli italiani che si sono vaccinati all’estero (per motivi di studio o lavoro) e vorrebbero vedersi riconosciuto il Green Pass qui oppure chi vorrebbe ricevere la seconda dose in Italia. Secondo il Dpcm del 17 giugno la convalida delle operazioni svolte fuori dai confini nazionali sarebbe in carico agli Usmaf, gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera oppure dalla rappresentanza diplomatica, ma pare che le procedure non siano ancora state attivate.

Via: CorCom