Come funziona Mine, il sito che ti aiuta a cancellare i dati personali

Mine è un servizio gratuito che aiuta l'utente a cancellare i dati personali tenuti da servizi e aziende, in conformità del diritto previsto dal GDPR
Come funziona Mine, il sito che ti aiuta a cancellare i dati personali
SmartWorld team
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Quanti sono i servizi online a cui siamo iscritti? La risposta potrebbe non essere così semplice, e in effetti non lo è. Potremmo fare riferimento ai social network o a chissà quali altre piattaforme utilizzate più diffusamente, ma siamo certi che ogni tentativo di ricostruire le piccole o grandi "molliche" (rectius, i dati personali) disseminate su Internet risulterebbe vano e incompleto. Mancano infatti all'appello quei siti web visitati anni e anni fa e di cui neppure ricordiamo l'esistenza, ma ai quali abbiamo concesso una piccola parte della nostra privacy: ci servivano in quel momento e abbiamo scelto di registrarci – accettando quindi i termini di servizio – perché tornava utile farlo. In fondo, è proprio questa la potenza del web, un mondo dagli spazi sterminati e praticamente infiniti.

Tutto questo si scontra però con un dato importante. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), vigente ormai dal luglio del 2018, statuisce infatti il diritto di chiedere la cancellazione dei propri dati personali alle aziende e ai servizi online: questa situazione giuridica può essere esercitata attraverso una richiesta scritta o verbale avanzata dall'utente alle stesse piattaforme. Pur apprezzando lo spirito di fondo di cui si fa portatore il GDPR, è tuttavia difficile esercitare questa «clausola del diritto all'oblio» – così è stata ribattezzata – se non si ha contezza dell'esatto numero di servizi online e aziende che hanno in mano le nostre informazioni. A questa esigenza risponde Mine, un servizio gratuito di una start-up israeliana che promette di far tornare nelle mani dell'individuo il controllo dei suoi dati personali, sfruttando semplicemente un account Google, Microsoft o Yahoo (non altri, almeno per il momento) che l'utente ha utilizzato per registrarsi a una data piattaforma o un dato servizio.

Cos'è Mine

Come funziona Mine

Come spiegato dai fondatori Gal Ringer, Gal Golan e Kobi Nissan, Mine costituisce una risposta – o quantomeno prova a farlo – alle crescenti preoccupazioni sulla raccolta dei dati online e alle possibili implicazioni sulla privacy, offrendo all'utente un metodo intelligente per esercitare il diritto riconosciuto dal GDPR. Mine sfrutta infatti algoritmi di apprendimento automatico per analizzare quali sono le società e i servizi a cui l'utente si è registrato nel corso degli anni, partendo proprio da un dato certo e unificante che è quello dell'indirizzo di posta elettronica dell'account Google, Microsoft o Yahoo. La piattaforma non soltanto fungerà quindi da utile raccoglitore di informazioni, ma agevolerà l'esercizio della previsione riconosciuta dal GDPR: sarà infatti Mine a inviare la richiesta di eliminare i dati personali in possesso di quel servizio online o di quella società al posto nostro, come se fosse una sorta di tramite. «Apprezziamo la facilità e i vantaggi dell'essere online, ma crediamo fermamente che i dati personali siano di proprietà dell'utente e debbano restare nella proprietà di questo», ha affermato la piattaforma israeliana in una nota. «(I dati personali) non sono statistiche; rappresentano la tua identità e potrebbero essere utilizzate potenzialmente contro di te».

Per far questo bisognerà innanzitutto registrarsi a Mine utilizzando le credenziali del proprio account Google, Microsoft o Yahoo e concedendo alla piattaforma il permesso di poter accedere alla propria casella di posta elettronica. Il sistema passerà quindi a setaccio tutti i siti web a cui l'utente si è registrato con quell'account e a cui potrà (eventualmente) chiedere di rimuovere tutte le proprie informazioni. Le piattaforme saranno ordinate per categoria: eBay, Amazon e i rivenditori online sono elencati tra i titolari di dati finanziari, mentre Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Reddit e le app di incontri sono inserite tra quelle che detengono dati social; c'è anche una categoria di servizi utilizzati raramente dall'utente. Ogni sito web è indicato con il rispettivo logo e mostra alcune informazioni – tra cui soprattutto l'ultima volta che l'utente ha effettuato l'accesso – che permetteranno di valutare l'opportunità di cancellare i dati o meno.

Come funziona Mine

Come funziona Mine

La dashboard personale una volta eseguito l'accesso tramite il proprio account Google, Microsoft e Yahoo

Il sito web è interamente in inglese ma è molto intuitivo da consultare anche per chi mastica poco o nulla la lingua. In ogni caso, è sufficiente sapere che l'aspetto più importante è rappresentato dal tasto «Reclaim», che indirizza l'utente a una pagina dalla quale è possibile ottenere informazioni aggiuntive e dettagliate sulla sua registrazione alla piattaforma, sull'ultimo accesso, sulla tipologia di dati conservati dalla piattaforma medesima.

Restando nella stessa schermata, sono presenti due tasti: «I need it», che identificherà il sito come necessario, e «Reclaim», per provvedere all'opposto alla cancellazione. In questo secondo caso, il sistema genererà una email a nome dell'utente, partendo da un modello precompilato a cui Mine aggiungerà soltanto le informazioni a cui ha avuto accesso a seguito della registrazione (e quindi nome, cognome e indirizzo e-mail). Entrando nella sezione «My Reclaim», si potrà monitorare lo stato di avanzamento della richiesta. E qui si entra in un terreno piuttosto delicato. Mine agisce infatti come una sorta di intermediario: manda cioè per nostro conto l'email alla società a cui si chiede la registrazione, in conformità con il diritto previsto dal GDPR, ma non assicura (ovviamente) il risultato finale. Alcune aziende potrebbero infatti richiedere ulteriori informazioni o la conferma dell'identità prima che i dati di una persona vengano completamente cancellati.

Mine è sicuro?

Mine è un servizio sicuro. Come può evincersi dalle FAQ, la piattaforma «non legge né raccoglie i contenuti delle e-email» e, in ogni caso, resta ferma la possibilità di cancellarsi dal sito web in qualsiasi momento.

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