Bloccare i siti di stream ripping funziona: perdita enorme di traffico in un anno

Bloccare i siti di stream ripping funziona: perdita enorme di traffico in un anno
Vito Laminafra
Vito Laminafra

Il modo più semplice di procurarsi musica in maniera illegale è utilizzando siti web per lo stream ripping: questa pratica consiste essenzialmente nello scaricare la traccia audio, spesso in bassa qualità, da video presenti su piattaforma di streaming (YouTube su tutte). Le forze dell'ordine sono sempre al lavoro per cercare di bloccare questi siti web, e sembra proprio che l'oscuramento delle pagine funzioni.

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Bloccare siti web di stream ripping non rende comunque impossibile accedervi: gli utenti più esperti potrebbero comunque navigare su queste pagine senza problemi, ma una ricerca di DcP (Digital Content Protection) evidenzia come il blocco faccia comunque perdere la quasi totalità del traffico. Importante è il caso di mp3-youtube.download: dopo essere stato oscurato, il sito è passato da 2,2 milioni di accessi giornalieri a praticamente quasi nessuno dopo dodici mesi. In generale, a tre mesi dal blocco di queste pagine, si nota una perdita dell'84,9% dell'utenza, percentuale che si avvicina al 100% entro dodici mesi.

In ogni caso, la pirateria di musica è in costante calo ormai da molti anni: piattaforme di streaming musicale quali Spotify, Apple Music o YouTube Music, che offrono un catalogo sterminato ad un prezzo tutto sommato abbordabile, hanno fatto perdere interesse in questa pratica illegale.

Via: DDay
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