L’ONU vuole che banda larga sia abbordabile per tutti, ma intanto Giorgetti frena per l'Italia

L’ONU vuole che banda larga sia abbordabile per tutti, ma intanto Giorgetti frena per l'Italia
Antonio Lepore
Antonio Lepore

Sono 15 i nuovi target che l'Itu (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni dell'ONU) ha fissato per abbattere il digital divide. L'obiettivo, dunque, è quello di assicurare a tutte le aree del mondo l'accesso ad Internet. Le direttrici lungo cui muoversi sono tre: universalità, tecnologia ed accessibilità economica. Prima di passare ai dettagli della notizia, potrebbe essere utile utilizzare il nostro "trova fibra" per verificare la copertura ed ottenere il miglior prezzo.

Nello specifico, la prima area d'azione individuata è l'universalità, ovvero la speranza che nel 2030 tutti dai 15 anni in su utilizzino Internet, così come sia garantita la connessione a tutte le scuole ed aziende. Universalità, però, vuol dire anche parità di genere digitale, con donne e uomini che dovranno possedere le medesime competenze digitali.

La seconda direttrice è la tecnologia, e cioè che entro il 2030 tutti gli abbonamenti a banda larga fissa dovranno essere di 10 megabit al secondo o superiori, mentre l'accessibilità indica che il prezzo dovrà essere alla portata di tutti. In pratica, un abbonamento dovrebbe costare meno del 2% del reddito nazionale lordo mensile pro capite. Inoltre un altro obiettivo indica un costo non superiore al 2% del reddito medio del 40% più povero della popolazione.

Ed intanto, in Italia, come stiamo messi? Un aggiornamento sul piano Colao "Italia digitale 2026" – che punta a portare la banda ultralarga al 100% delle famiglie ed imprese – lo ha fornito direttamente il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti.

Il Ministro, tuttavia, ha frenato gli entusiasmi, dichiarando che sarà difficile "posare nei tempi previsti tutta la fibra che abbiamo immaginato di posare, anche nel Pnrr, entro il 2026". Tra le cause, la "mancanza di lavoratori e di capacità produttiva". A riguardo, infine, non sono mancate le proteste della Cgil, che ha espresso la propria preoccupazione sui rinvii dei bandi di gara per le reti 5G.  

Via: CorCom, CorCom
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