Che peccato, Brave! Reindirizzando il traffico il browser guadagnava alle spalle dei propri utenti (aggiornato)

Giovanni Bortolan -

Chi di voi ha provato Brave Browser quasi certamente l’ha fatto sposando le sue promesse, ovvero quelle di fornire un browser basato sulla privacy, sulla sicurezza e sull’ad-block integrato. Tuttavia non è tutto rose e fiori, e Brave sembra averla combinata grossa. E non è la prima volta, a marzo di quest’anno il software è stato beccato con le mani nella marmellata per aver imbastito un accordo di affiliazioni marketing con eToro poco trasparente.

Riassumendo la vicenda, ogniqualvolta un utente cercava di entrare all’interno del proprio bilancio di criptovalute (in siti come Bilance.us), il sistema di default sostituiva le informazioni referral dell’utente e le sostituiva con i propri codici di affiliazione. Cryptonator1337, l’utente che ha scoperto questa faccenda, ha infatti mostrato come nell’URL di Binance.us fosse stato aggiunta la voce “ref=25089877” in maniera automatica per permettere a Brave di monetizzare e trarre lucro dalle operazioni, seguendo lo stesso meccanismo dei referral di Amazon o altri e-commerce.

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In seguito a questa scoperta, l’Amministratore Delegato Brendan Eich ha ammesso “Abbiamo commesso un errore e ora stiamo correggendo: per impostazione predefinita, Brave autocompleta “binance.us” quando viene digitato a mano nella barra degli indirizzi aggiungendo un codice di affiliazione“. Ed effettivamente è così, a quanto sembra dal codice sorgente su Github il browser ha ora disattivato l’autocompletamento di default. Ciò non toglie che il comportamento dell’azienda sia stato estremamente poco corretto nei confronti degli utenti e, riprendendo le parole di David Gerard, oggi come oggi non c’è propriamente un buon motivo per continuare ad usare Brave.

Aggiornamento09/06/20

In aggiunta al mea culpa del CEO di Brave Brendan Eich di qualche giorno fa, quest’ultimo ha tenuto a precisare come non solo la funzione di autocompletamento sarà disattivata di default a partire dalle prossime versioni, ma che gli utenti interessati potranno disattivarla già oggi. Per farlo sarà sufficiente digitare sulla barra di ricerca “brave://settings” (senza virgolette) e disattivare la voce “Show Brave suggested sites in autocomplete suggestions“.

Aggiornamento

Abbiamo parlato della notizia anche nel nostro podcast, SmartWorld News

Ascolta “09/06 – Bug di Siri, Brave e HTC” su Spreaker.

Fonte: davidgerard.co.uk
  • Apocalypse

    Che vergogna lui e tutti gli utenti che lo consigliavano