Gli stessi impiegati di Signal sono preoccupati dai possibili abusi dell'app

Gli stessi impiegati di Signal sono preoccupati dai possibili abusi dell'app
Nicola Ligas
Nicola Ligas

I nuovi termini di servizio di WhatsApp, che dovevano entrare in vigore l'8 febbraio ma sono stati rinviati (per ora) al 15 maggio, hanno destato non poco clamore. Del resto, fino a pochi anni fa, WhatsApp prometteva di non condividere alcuna informazione con Facebook, mentre adesso il cambiamento dovrebbe diventare obbligatorio per tutti (tranne in Europa, grazie al Gdpr). Questo ha portato ad un esodo di utenti verso altre applicazioni di messaggistica, come Telegram e Signal (per non parlare di altre vecchie glorie), e sono proprio gli impiegati di Signal ad avere qualche perplessità su come l'app potrebbe essere usata.

Esattamente come tutte le app che sfruttino crittografia end-to-end, solo mittente e destinatario possono leggere i messaggi; Signal non può vedere il contenuto delle chat, il che si presta anche ad essere terreno fertile per chi voglia usarla per comunicazioni illecite o comunque per diffondere idee estremiste. Del resto esempi come quelli di Parler o l'uso di certi bot/gruppi su Telegram sono sotto gli occhi di tutti.

Il problema è che sembra che alla dirigenza di Signal interessi più la crescita di utenti che altro, e questo ha destato qualche preoccupazione proprio tra gli stessi lavoratori di Signal. The Verge ha pubblicato un lungo e dettagliato report in merito, che merita (scusate il gioco di parole) una lettura, se aveste tempo.

Per sintetizzare al massimo, il problema è che lo stesso CEO di Signal, Moxie Marlinspike, non sembra preoccuparsi dei possibili abusi dell'app, tanto che lo farà solo qualora si palesassero. E se l'esempio di altre piattaforme è di qualche indicazione, si tratta per lo più di una questione di quando, più che di se.

La questione è delicata sotto molti punti di vista: da una parte c'è bisogno di app sicure e private come Signal, dall'altra però bisogna anche assicurarsi che queste non vengano usate "per delinquere"; anche perché rischierebbero di dare un'immagine sbagliata di sé (e della crittografia stessa) agli occhi del grande pubblico, il che potrebbe portare ad ulteriori problemi legislativi in merito. È questo in sostanza che temono alcuni impiegati di Signal, e vista la storia recente (e non solo) è difficile dare loro torto.

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