Spendere meno per Internet? Basta cambiare “spesso” operatore

Lorenzo Delli

SosTariffe.it ha effettuato una simulazione relativa alla spesa mensile e annua per la connettività internet domestica tenendo conto dell’importo medio degli aumenti. Ma cosa significa? Semplice: spesso, anzi, fin troppo spesso, gli operatori telefonici tendono a rimodulare (ovviamente al rialzo) la spesa mensile telefonica rendendola via via sempre più cara. Secondo quanto riportato dal portale che si è occupato della ricerca si parla di un importo medio degli aumenti pari a 2,32€ al mese, per una spesa aggiuntiva annua di 27,87€. Praticamente è come pagare una mensilità in più!

L’analisi è stata effettuata durante il biennio 2018-2019. Prima delle ultime rimodulazioni, l’utenza spendeva in media circa 38,33€ il mese (459,96€ l’anno); dopo le rimodulazioni la cifra sale a circa 40,65€ il mese (487,83€ l’anno). Il consiglio che viene dato è piuttosto scontato: cambiare spesso operatore.

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Ora, prima di utilizzare la parola “spesso” però bisogna chiarire alcuni aspetti. Non conviene affatto cambiare operatore se non si è prima ricevuto un avviso di rimodulazione. Quando si firma un contratto ci sono spesso vincoli di vario genere che, in caso di cessazione anticipata del servizio, obbligano l’utente a pagare svariate spese (router, installazione e così via). L’unico modo per cambiare operatore senza appunto incorrere in questo genere di spese è attendere una rimodulazione: tali aumenti permettono infatti di recedere dal contratto senza dover pagare penali o costi di disattivazione, a patto di comunicare la decisione entro il giorno precedente la data di avvio della modifica contrattuale. Viene infatti indicata una data a partire dalla quale è attiva la rimodulazione.

Il consiglio che viene dato è quello di approfittare delle offerte dedicate ai nuovi clienti, un po’ come si fa in ambito mobile. In tal caso il canone medio stimato è di 27,36 euro, con un risparmio di circa 159€ l’anno. Tali condizioni sono però spesso valide per un solo anno. Dal secondo anno scattano rincari previsti dal contratto, e anche in tal caso il consiglio è aspettare eventuali rimodulazioni prima di procedere con la ricerca di nuove offerte.

Via: CorriereComunicazioniFonte: SOSTariffe