Utenti SPID raddoppiano in Italia ma l'utilizzo settimanale resta basso

Utenti SPID raddoppiano in Italia ma l'utilizzo settimanale resta basso
Federica Papagni
Federica Papagni

Recenti statistiche hanno confermato che nell'arco di questo 2021 le identità SPID che sono state rilasciate alla popolazione italiane sono raddoppiate, arrivando così a toccare 26,1 milioni di utenze attive a fine ottobre, ossia il 43% degli italiani. 

Complici di questa crescita i recenti interventi normativi che hanno favorito lo switch-off della PA, dagli sforzi di Identity Provider (IdP) e Service Provider (SP), da iniziative come il Cashback e dalla necessità di accedere al Green Pass. Un'ulteriore spinta sarà poi data dalla possibilità di scaricare gratuitamente 14 certificati dall'Anagrafe. 

Al di là dello SPID, il 99% degli utenti Internet italiani ha almeno un profilo identificativo per l'accesso online e il 97% possiede almeno un'identità certificata (fra credenziali di home banking, SPID e carta d'identità elettronica 3.0 – la cosiddetta CIE). Tra i sistemi di identità digitale i più diffusi sono il social ID e l'home banking, mentre 24,7 milioni di italiani sono in possesso della CIE. 

Nonostante tale crescita però tali identità rimangono ancora sottoutilizzate. Ad esempio solo il 5% degli utenti usa la CIE più volte alla settimana e solo il 15% SPID. A giustificare tale circostanza è un portafoglio di servizi accessibili ancora limitato, con le PA che hanno appena concluso lo switch off delle credenziali proprietarie imposto dal DL Semplificazioni e le imprese private ancora più indietro.

Valeria Portale, Direttore dell'Osservatorio Digital Identity, che si è occupato della ricerca, ha spiegato:

"Le identità digitali in Italia mostrano ancora enormi potenzialità inespresse.

L'assenza di una pluralità di servizi a cui accedere tramite questi sistemi rischia di frenare lo slancio degli ultimi mesi. I servizi pubblici, da soli, non possono trainare la crescita necessaria per raggiungere nel 2026 il 70% della popolazione in possesso di identità digitale certificata, come previsto dal PNRR.

Come dimostrano i dati del contesto europeo, i sistemi con una diffusione ampia e un utilizzo strutturale nella quotidianità degli utenti sono caratterizzati da un ecosistema ricco di servizi, che ampliano le potenzialità di queste chiavi di accesso, ne incrementano il valore e ne sostengono la diffusione".

Nel 2021 è cresciuta la diffusione di molti sistemi di identità digitale in Europa. Da una recente analisi, l'Italia si colloca al sesto posto fra i paesi analizzati, con il 43% di cittadini utenti SPID contro il 22% di un anno fa.

Mostra i commenti