Voleva far saltare in aria l'internet: l'FBI lo ha fermato in tempo

L'obiettivo era una data center Amazon in Virginia, che nelle intenzioni del criminale avrebbe buttato giù "circa il 70% di internet"
Voleva far saltare in aria l'internet: l'FBI lo ha fermato in tempo
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Seth Aaron Pendley di Wichita Falls è stato arrestato giovedì scorso con l'accusa di aver cercato di far saltare in aria un edificio, nello specifico un data center di Amazon situato in Virginia. L'uomo rischia fino a 20 in una prigione federale.

L'obiettivo dell'uomo era una struttura del colosso di internet (Amazon, noto principalmente per l'omonimo store, fornisce anche servizi web ad un gran numero di partner, tra i quali anche SmartWorld) che secondo lui sarebbe collegata ad FBI, CIA ed altre agenzie federali.

Il suo scopo era "far fuori circa il 70% di internet", abbattendo "l'oligarchia" di potere in mano agli Stati Uniti.

Le indagini sono partite lo scorso gennaio, ed alla fine dello stesso mese Pendley si sarebbe messo in contatto tramite Signal con una anonima fonte dell'FBI, che il 31 marzo lo avrebbe indirizzato verso un fornitore di esplosivi che in realtà era un agente sotto copertura. Il giorno dello scambio, l'8 aprile scorso, dopo che Pendley aveva caricato il finto esplosivo sulla sua auto, è scattato l'arresto.

La stima del criminale appare comunque priva di qualsiasi fondamento.

Amazon utilizza server sparsi in tutto il mondo con un'ampia ridondanza dei dati tra questi, per far sì che i suoi servizi continuino ad essere erogati anche in caso di isolamento di uno o più dei data center. A parte questo, è praticamente impossibile che il 70% di internet risieda in un'unica posizione e che questa sia solo di Amazon. Detto questo: pericolo scampato, soprattutto per gli impiegati di Amazon.

Commenta