VPN rimosse dall’Apple App Store cinese: Tim Cook spiega

Cosimo Alfredo Pina

Ha fatto piuttosto clamore, lo scorso fine settimana, la rimozione da parte di Apple dall’App Store cinese della maggior parte delle app che permettono di connettersi su rete VPN . Una decisione presa sotto indicazione del governo locale che recentemente ha iniziato ad applicare la normativa su questo tipo di tecnologia, basata su regole molto restrittive.

Infatti adesso in Cina per offrire un servizio di VPN è necessario avere una licenza approvata dallo stato. Tim Cook ha quindi spiegato, in una dichiarazione agli investitori, da cosa è nata questa decisione e come Apple metta in primo piano il rispetto della legge:


“Il governo cinese, nel 2015, iniziò a rendere più restrittiva la regolazione delle app VPN. Di queste ne abbiamo un certo numero sul nostro store. Sostanzialmente, come requisito per far operare una VPN serve una licenza dal governo locale. Da inizio anno hanno deciso di imporre queste regole. Ci è stato richiesto dal governo di rimuovere alcune delle app VPN dall’app store, quelle che non rispettavano la normativa. […] Ovviamente non vorremmo rimuovere queste app, ma come in altre nazioni rispettiamo la legge di dove facciamo affari. […] Crediamo nel confrontarci con i governi anche quando siamo in disaccordo. In questo caso particolare speriamo che con il tempo le restrizioni vengano alleggerite, perché l’innovazione ha davero bisogno della libertà di collaborare e comunicare. […] Qualcuno ha cercato di collegare la questione con la situazione negli USA dell’anno scorso [quella legata alla backdoor richiesta dall’FBI]. Sono molto diverse. Nel caso degli USA la legge ci supportava.”

Tim Cook

Il concetto è che la legge va rispettata nel paese in cui viene offerto il servizio, ma Apple auspica che in futuro le leggi sulle VPN in Cina possano divenire un po’ più permissive. Intanto altri governi stanno intraprendendo la strada del blocco di queste tecnologie.

Via: Tech Crunch