Yep, il motore di ricerca che condividerà i guadagni con i creatori di contenuti

Tra le caratteristiche, grande attenzione alla privacy e minimalismo nei risultati
Yep, il motore di ricerca che condividerà i guadagni con i creatori di contenuti
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Il mondo dei motori di ricerca sta per vedere l'arrivo di un nuovo attore, Yep. Il nuovo progetto è in fase di sviluppo da parte della società di strumenti per motori di ricerca Ahrefs, che ha appena investito 60 milioni di dollari, e promette di innovare il settore.

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Quindi dopo i più noti Google, Bing e DuckDuckGo, anche un altro ente vuole aiutarci a trovare più facilmente quello che cerchiamo su internet, ma cosa propone di nuovo Yep?

Prima di tutto, promette di condividere con i creatori di contenuti le entrate pubblicitarie. Secondo l'amministratore delegato di Ahrefs, Dmytro Gerasymenko, sono i creatori che rendono possibili i risultati di ricerca, e quindi meritano di ricevere pagamenti per il loro lavoro. Proprio come avviene nella partecipazione agli utili di YouTube, che ha fatto prosperare l'intero settore della produzione di video. Secondo il manager, se si desse ai creatori il 90% dei profitti pubblicitari, Wikipedia per esempio riceverebbe diversi miliardi di dollari l'anno, non avrebbe bisogno di donazioni e pagherebbe i propri volontari, migliorando il servizio.  

Yep promette tutto questo, ma mantenendo alta la protezione della privacy, senza profilare gli utenti e utilizzando il proprio indice di ricerca (non userà le API di Google per esempio). I risultati della ricerca saranno effettuati dal crawler proprietario, AhrefsBot, che verrà sostituito più avanti da YepBot. Come anticipato, a oggi l'azienda ha messo sul banco 60 milioni di dollari e ha creato i propri data center, 1.000 server che memorizzano più di 100 petabyte di dati. E da dove vengono tutti quei soldi? L'amministratore delegato di Ahrefs (società da 100 milioni di dollari e 90 dipendenti) afferma di aver reinvestito i ricavi dai suoi piani di abbonamento e di avere un team di 11 persone al lavoro sul progetto. Dopotutto, anche Google è cominciata con due persone. 

Via: TechCrunch
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