Apple e Google hanno rilasciato le prime API per il contact tracing

Giuseppe Tripodi

Nella serata di ieri, 29 aprile, Apple e Google hanno rilsasciato una prima versione delle API per il sistema di exposure notifications, nuovo nome con cui i due colossi dell’informatica hanno chiamato il contact tracing. Si tratta di una versione beta, pubblicata per permettere agli sviluppatori e alle autorità sanitarie di iniziare a familiarizzare con il framework, in attesa del lancio ufficiale delle API, che avverrà a metà maggio.

In particolare, Apple ha lanciato le versioni beta di Xcode 11.5 e iOS 13.5. Il primo è il tool di sviluppo per realizzare applicazioni per iPhone e iPad: in questa nuova versione, contiene un nuovo SDK che include la prima versione delle API per il contact tracing. Per quel che riguarda iOS 13.5, invece, è la versione del sistema operativo che sarà necessaria per poter utilizzare le suddette API e che include la spunta per abilitare il sistema di exposure notifications.

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Anche Google ha diffuso le prime versioni beta degli strumenti per sviluppatori necesari per iniziare a familiarizzare con il framework: in particolare, è stato distribuita una prima beta dell’SDK aggiornato e della nuova versione di Google Play Services, che include le API per l’exposure notification.

Rispetto alle prime informazioni, Apple e Google ci tengono a precisare di aver introdotto la possibilità di monitorare durata dell’esposizione e presunta distanza (basata sull’intensità del Bluetooth): questi due parametri permetteranno alle autorità sanitarie di classificare meglio il grado di rischio delle esposizioni al virus ed, eventualmente, fornire istruzioni diverse a seconda del rischio. In ogni caso, anche questi parametri saranno elaborati e conservati sugli smartphone e non verranno salvati server in remoto.