Il Canada si prepara al ban di ZTE e Huawei per le infrastrutture 5G

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Il Canada si prepara al ban di ZTE e Huawei per le infrastrutture 5G

L'ormai famoso (e storico) ban degli Stati Uniti contro Huawei ha causato una serie di ripercussioni, tra cui praticamente la scomparsa del gigante cinese dal settore smartphone (per lo meno in Occidente). Sono passati più di due anni da quel momento, e le tensioni internazionali non si sono certo attenuate, con una serie di accuse e indagini che hanno portato sempre più Paesi a cancellare gli accorti commerciali con aziende cinesi (oltre a maggiori restrizioni da parte degli Stati Uniti).

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Ora il Canada si aggiunge a Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda tra gli Stati che vietano a ZTE e Huawei, due dei più grandi produttori cinesi di apparecchiature per le telecomunicazioni, di lavorare sulle sue reti telefoniche 5G. L'annuncio è arrivato proprio ieri, ed era ampiamente atteso in quanto il Canada ha un accordo di condivisione dell'intelligence con i Paesi sopra citati, chiamato "Five Eyes", e già dal 2018 aveva messo sotto indagine le strutture di Huawei (senza parlare dell'arresto di Meng Wanzhou, la figlia del fondatore dell'azienda).

A questo punto cosa succede? Semplice, le società di telecomunicazioni in Canada non potranno più utilizzare apparecchiature prodotte da Huawei e ZTE, ma non solo: le aziende che hanno già installato le apparecchiature prodotte dai produttori cinesi devono rimuoverle. La decisione non ha un impatto da poco (si pensi anche da noi, dove anche solo gli ONT di Open Fiber sono di ZTE), e la Cina ha già detto che queste azioni sono un "pretesto per la manipolazione politica" e volto a "reprimere le aziende cinesi".

Fonte: BBC

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