Doomscrolling: che cos’è, quali sono i rischi e come contrastarlo

Doomscrolling: che cos’è, quali sono i rischi e come contrastarlo
SmartWorld team
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La tentazione di impugnare lo smartphone, aprire i social e utilizzarle anche un po’ a casaccio è sempre molto forte. Eppure il fenomeno del doomscrolling può essere molto dannoso fino a trasformarsi in una vera e propria patologia.

In pratica fare doomscrolling significa scorrere compulsivamente i contenuti sui social media. Soprattutto quelli deprimenti e preoccupanti. E non c’è dubbio che la pandemia in corso con gli utenti di tutti il mondo alla ricerca di informazioni e risposte per placare le proprie paure, abbia accentuato il fenomeno.

Doomscrolling, in cosa consiste e quali sono i rischi

Gli esseri umani sono desiderosi di imparare e di sapere cosa succede attorno a loro. Ecco perché la gente rallenta quando c’è un incidente in autostrada. Il doomscrolling è la sua degenerazione sulle piattaforme di social network. Nell’era attuale abbondano le cattive notizie. Può essere molto allettante seguire tutti i colpi di scena della pandemia, così come le tensioni nel clima sociopolitico. E secondo uno dei più noti bias congnitivi, le persone tendono a dare più peso alle informazioni che confermano le nostre convinzioni anziché a quelle che le smentiscono.

Il rischio depressione è dietro l’angolo.

Il doomscrolling può così essere un’abitudine dannosa per la salute mentale e fisica. Per rimanerne alla larga occorre quindi limitare il tempo trascorso online. Ma soprattutto domandarsi se quanto si legge sia davvero reale e importante. Occorre quindi migliorare la consapevolezza nella lettura ed evitare la catastrofizzazione ovvero pensare sempre allo scenario peggiore. Chi ammette di fare doomscroll conferma la presenza di una componente di dipendenza e una tendenza a catastrofizzare di più. Sebbene la tecnologia sia parte del problema con il doomscrolling, può ancora essere parte della soluzione grazie a una varietà di app per il benessere attualmente disponibili.

App per il benessere digitale e contrastare il doomscrolling

In questo contesto di attenzione alla salute e di contrasto al doomscrolling, iniziano a spuntare le prime app per il benessere digitale. Lo scopo di questi software da installare sul device è di persuadere l’utente a limitarne l’uso. Lo fanno naturalmente quando il tempo trascorso con il display davanti agli occhi supera il limite impostato. Tra le varie soluzioni segnaliamo l’app denominata proprio Benessere digitale su Android, integrata in realtà nelle impostazioni dello smartphone. Di interessante c’è innanzitutto la possibilità di ricevere un quadro giornaliero delle abitudini digitali.

Sono tre le metriche sotto esame: frequenza di controllo dello smartphone o di sblocco del dispositivo, numero di notifiche ricevute, frequenza di utilizzo delle diverse app. Le funzionalità a disposizione sono numerose, a iniziare dall’attivazione dei timer giornalieri con cui fissare le soglie di durata utilizzo delle app. Ecco poi la strategica modalità Niente distrazioni per mettere in pausa le app troppo invasive.

Tra l’altro, il possessore del dispositivo può anche impostare una programmazione per attivare in automatico questa modalità e ridurre le distrazioni al lavoro, a scuola o a casa. Segnaliamo quindi la modalità Riposo con cui impostare una programmazione per attenuare la luminosità dello schermo.

Su iOS e iPadOS invece, sempre dalle impostazioni del dispositivo, si può accedere al pannello Screen Time, che racchiude tutte le opzioni per limitare appunto l'utilizzo delle app e dello schermo acceso.

Consigli utili per limitare il doomscrolling

Se il ricorso alla tecnologia è forse il modo migliore per limitare il doomscrolling, altri consigli di buon senso possono rivelarsi utili. Si tratta di piccoli accorgimenti che possono fare la differenza. Ad esempio, quando andiamo a letto, non portiamo con noi lo smartphone per poi lasciarlo sul comodino. Meglio tenerlo in un’altra stanza e utilizzare una sveglia tradizionale.

Uno dei suggerimenti più ripetuti, ma puntualmente non rispettati riguarda lo spegnimento o comunque l’allontanamento dei device elettronici quando siamo a tavola per il pranzo o per la cena. Stessa cosa quando trascorriamo i momenti più significativi delle nostre giornate. Ad esempio quando giochiamo con i figli o guardiamo con loro un film.

Oppure quando passeggiamo con il nostro cane. Il concetto di fondo è molto semplice: indirizziamo tutte le energie e le attenzioni verso le cose più importanti.

I consigli dello psicologo

A indicare altri consigli utili è Daniele Marchesi, psicologo molto seguito sul Instagram con il profilo lapsicologiaperte. Il suggerimento di base? Stimolare la condivisione perché “permette di sentirsi meno soli”. Condividere una notizia con qualcuno e insieme provare a fare qualcosa per reagire - argomenta - “restituisce appartenenza, motivazione e, perché no, anche un po’ di autostima in più”. Più in generale, le persone che hanno problemi con il doomscrolling o che sono inclini alla depressione o all’ansia dovrebbero creare confini attorno ai media che consumano.

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