Il nuovo display di Google e LG sarà il punto di riferimento per la realtà virtuale

Giuseppe Tripodi

All Display Week di quest’anno Google e LG hanno svelato un display dall’incredibile densità di pixel: parliamo di un pannello OLED  da 4,3″ con risoluzione 4.800 x 3840 pixel, il che porta ad una densità di 1.443 PPI. A questo si aggiunge una frequenza di aggiornamento di 120 Hz: quasi superfluo percisare che la combinazione di questi fattori promette davvero benissimo per la realtà virtuale/aumentata.

Per dare qualche numero come termine di paragone, HTC Vive Pro ha due display da 3,5″ con risoluzione di 1440 x 1600, desnità di 615PPI e refresh rate tra 90 e 110 Hz, mentre il nuovo Oculus Go ha un unico schermo da 5,5″ con risoluzione 2.560 x 1.440 pixel, densità di 538 ppi e frequenza di aggiornamento tra 60 e 72 Hz.

LEGGI ANCHE: Google rende open source Seurat, lo strumento per la creazione di scenari in realtà virtuale

Attualmente, lo schermo di Google ed LG è da considerare ancora un prototipo, ma è evidente che le premesse siano altissime; anche il campo di visione è davvero importante: 120 x 96. A tal proposito, vale la pena citare un documento di ricerca di Google in cui si leggono un po’ di specifiche relative al limite massimo per le specifiche del campo, che corrisponderebbero a quelle necessarie per imitare un occhio umano. Secondo il documento, il campo di visione per ogni occhio è di 160° x 150°, per cui servirebbe un display da 9.600 x 9.000 pixel per occhio.

Insomma, il prototipo realizzato da Google ed LG si avvicina abbastanza da essere decisamente promettente per il mercato del VR/AR. Ma le due società non si sono fermate solo al display e al relativo circuito integrato, ma hanno anche implementato una tecnologia di foveated rendering: si tratta di una tecnologia di rendering che traccia il movimento dell’occhio per capire cosa sta guardando e “mettere a fuoco” solo la zona interessata, lasciando più offuscato il resto e quindi impiegando meno risorse per elaborare la visione periferica.

Infine, vale la pena precisare che non si tratta di un mero esercizio di stile e che Google sembra voler puntare davvero su questa tecnologia: BigG sottolinea che due di questi display (uno per occhio, ovviamente) potranno essere alimentati da un comune SoC per smartphone, anche se potrebbe essere necessario abbassare la frequenza di aggiornamento a 75 Hz (un valore comunque molto buono per il settore).

Per il momento non ci sono ancora informazioni in merito a quando questi display saranno pronti per il mercato, ma per farsi un’idea delle potenzialità potete dare un’occhiata alla galleria qui sotto, dove si vede la foto del display e due crop della stessa.

  • Simone

    E polifemo come fa?