Cosa sono e come funzionano gli operatori virtuali

Gli operatori virtuali di telefonia mobile noleggiano la rete di infrastrutture da quelli tradizionali per assicurare il servizio: la guida
Cosa sono e come funzionano gli operatori virtuali
SmartWorld team
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Nell'ormai sempre più vasto panorama dei gestori di servizi di telefonia mobile in Italia, da tempo ormai è necessario fare una distinzione. Da un lato ci sono infatti gli operatori tradizionali (in Italia sono VodafoneTimWindTre Iliad), dall'altro ci sono gli operatori virtuali o Mobile Virtuale Network Operator, arrivati a cambiare le regole di mercato e ad aumentare la concorrenza.

Cosa sono gli operatori virtuali

Nel mondo delle telecomunicazioni, gli operatori virtuali di rete mobile vengono indicati con la sigla MVNO, e sono società che forniscono servizi di telefonia mobile senza avere licenza per il relativo spettro radio né avere necessariamente tutte le infrastrutture, o la rete di accesso, necessari per fornire questi servizi.

Per assicurare il servizio queste aziende si appoggiano a parte dell'infrastruttura dell'operatore mobile reale, ovvero il Mobile Network Operator, MNO, stipulando un contratto commerciale per l'utilizzo: a tutti gli effetti un noleggio. Il concetto di operatore virtuale nacque negli anni '90, in occasione della liberalizzazione del mercato europeo delle telecomunicazioni, ma fu Coop a portarlo per per prima in Italia nel 2007 con CoopVoce. Arrivò poi anche Poste Italiane con Poste Mobile, marchi appunto attivi in altri settori che hanno deciso con il tempo di espandersi anche al settore delle telecomunicazioni guadagnando non tanto sulla stipulazione dei contratti di telefonia, quanto sui servizi associati offerti ai clienti con il contratto.

Come funzionano gli operatori virtuali

Gli operatori virtuali si differenziano a seconda del livello di gestione del servizio: nel caso dei Full MVNO il controllo è quasi completo, con l'unica eccezione della rete di accesso, che rimane di proprietà dell'operatore proprietario con cui l'azienda ha stipulato l'accordo commerciale. Ci sono poi gli ESP MVNO, che sono anche quelli più diffusi, e che a fronte di costi minori per la fruizione della rete del gestore partner hanno maggiori vincoli contrattuali. Qualche esempio: Very Mobile ed Elsynet utilizzano la rete Wind-Tre (in parte Vodafone secondo precedente accordo), Kena Mobile (azienda del gruppo), CoopVoce, Fastweb Mobile e Tiscali Mobile sono viaggiano su rete TIM; ho. (azienda del gruppo), Erg Mobile e Lycamobile sfruttano invece la rete Vodafone. 

Negli ultimi anni sono arrivati sul mercato decine di nuovi operatori virtuali, alcuni di esclusiva proprietà di quelli tradizionali, e con loro sono aumentate le offerte a disposizione del pubblico, decretando un calo della spesa sostenuta dagli italiani per le telecomunicazioni, come testimonia anche l'ultima relazione dell'Agcom. A oggi Iliad, divenuto poi proprietario con il tempo delle sue infrastrutture, non può più essere annoverato nell'elenco degli operatori virtuali, e la classifica vede dunque al primo posto, secondo gli ultimi dati disponibili, Poste Mobile con il 4,3% delle quote di mercato delle schede sim complessive, che diventano il 5,8% del totale considerando il settore sim Human. 

Le offerte degli operatori virtuali

Gli operatori virtuali di rete mobile si dividono le infrastrutture degli operatori tradizionali, e in linea generale propongono offerte molto simili tra loro. Ci sono quelle solo voce, che offrono un quantitativo ingente di minuti per chiamate verso numeri fissi e mobili nazionali, e ci sono le offerte solo dati, che assicurano invece un determinato numero di giga mensili da usare per navigare in Rete o usare le app che richiedono una connessione a internet (da Facebook a Instagram passando per Whatsapp, Messenger e Google Maps). Ci sono poi quelle miste o All Inclusive, che offrono un pacchetto che assicura minuti, sms e giga a prezzi diversi, a seconda della quantità desiderata di ogni singola voce.

Operatori virtuali, pro e contro

Passare a un operatore virtuale ha i suoi pro e contro. Il vantaggio primario è sicuramente quello della tariffa: l'operatore virtuale non deve sostenere i costi di gestione e manutenzione delle infrastrutture di rete e può permettersi di offrire pacchetti a prezzi vantaggiosi, non è un caso che vengano definiti anche operatori low cost.

Il rovescio della medaglia è che non avendo infrastrutture proprie, ma dovendo "rimbalzare" su quelle degli operatori tradizionali, connettività, velocità e qualità del segnale non sono sempre e in ogni occasione eccezionali. Prima di passare a un operatore virtuale, dunque, è bene tenere conto di queste caratteristiche e capire se si sposano con l'utilizzo che l'utente finale fa di smartphone e tablet.

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