Colonnine di ricarica in autostrada: per l'Antitrust almeno due fornitori e potenza minima di 100 kW

Colonnine di ricarica in autostrada: per l'Antitrust almeno due fornitori e potenza minima di 100 kW
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Da tempo riportiamo notizie di vari enti che ribadiscono come la rete autostradale italiana non sia pronta per la transizione verso mobilità elettrica, e ora sulla questione è entrata L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l'Antitrust). L'istituto, intervenendo a proposito dei bandi di gara dei concessionari autostradali per la subconcessione dei servizi delle aree di servizio, ha fatto due osservazioni riguardo le colonnine di ricarica:

  • deve essere garantita la concorrenza, quindi devono esserci almeno due operatori
  • devono essere garantiti tempi di ricarica rapidi, quindi la potenza deve essere almeno di 100 kW

Per quanto riguarda il primo punto, per l'Antitrust in ogni area di servizio devono essere messi a gara "almeno due affidamenti", ciascuno dei quali è tenuto a garantire l'erogazione del servizio da parte di almeno due MSP (Mobility Service Provider). Secondo l'ente infatti, solo la concorrenza può garantire un servizio efficace e inoltre i concessionari devono porre la "massima attenzione alla gestione degli spazi disponibili, per scongiurare eventuali carenze per l'installazione" dei punti di ricarica.

Per il secondo punto, invece, l'abbattimento dei tempi di ricarica è fondamentale per lo sviluppo dei mezzi a batteria e quindi i punti di ricarica devono essere dotati di una potenza uguale o superiore ai 100 kW, "in grado di consentire tempi di ricarica sostanzialmente assimilabili a quelli del rifornimento di carburante tradizionale". Una parola infine sulla durata delle concessioni, che secondo l'Antitrust deve essere di minimo cinque anni, incrementabile in base alle necessità di infrastrutturazione dell'area.

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