Il Full Self-Driving di Tesla attaccato da una pubblicità sul New York Times

Non fate i manichini da crash test
Il Full Self-Driving di Tesla attaccato da una pubblicità sul New York Times
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Ieri avevamo parlato dell'uscita di Elon Musk su Twitter in cui confermava che il Full Self-Driving di Tesla, in beta da poco più di un anno, non aveva causato nessun incidente (qui l'articolo). In realtà non tutti sembrano d'accordo, anzi il cinguettio era proprio in risposta ad una pubblicità che spiccava proprio domenica scorsa sul New York Times, in cui si avvertivano gli utenti a non fare da "manichini da crash test" per la nota ditta di auto elettriche (vedi foto sottostante).

 fonte immagine: The Dawn Project

fonte immagine: The Dawn Project

La pubblicità è stata commissionata da The Dawn Project, un'organizzazione di recente costituzione che si propone di bandire dalle strade tutti i programmi non sicuri o che possono essere hackerati, e che ha iniziato una campagna contro Tesla per far rimuovere il programma Full Self-Driving dalle strade finché non avrà "1000 volte meno errori critici". La fondazione, analizzando i video a disposizione su internet, ha evidenziato che l'ultima versione del Full Self-Driving compie generalmente 16 errori di manovra per sessione di guida, ma quello che è più preoccupante, un errore critico ogni otto minuti. Per dare un'idea, in California per ottenere la patente bisogna fare meno di 15 errori di manovra e nessun errore critico!

Il programma di guida autonoma di Tesla è stato soggetto a numerose critiche negli anni, e sono numerosi su Youtube i video in cui gli utilizzatori dimostrano errori, anche potenzialmente pericolosissimi. Questa campagna, però, sembra arrivare nel peggior momento possibile. Recentemente, il dipartimento dei veicoli a motore della California (California DMV) ha dichiarato di voler rivedere il programma di test di Tesla, in quanto l'utilizzo di auto di proprietà privata non sembra in linea con le loro regole sulla sicurezza. Inoltre, l'NHTSA, l'agenzia americana che regola la sicurezza sulle autostrade, ha mandato a Tesla due lettere a proposito degli accordi di riservatezza che ha imposto agli utenti del programma beta. Come se non bastasse, Consumer Reports, la nota società americana di recensione di prodotti, ha rilasciato una dichiarazione in cui si afferma il Full Self-Driving non sicuro per l'utilizzo su strade pubbliche

A difesa di Tesla, bisogna considerare il fatto che The Dawn Project, la società che la sta attaccando con più forza, è in realtà una creatura di Dan O'Dowd, amministratore delegato di Green Hill Software, azienda impegnata nello sviluppo di sistemi operativi e programmi per la sicurezza, anche in ambito automobilistico. Per esempio, il suo sistema operativo è impiegato nella nuovissima BMW iX, quindi l'intento di The Dawn Project non sembra proprio scevro da conflitti di interesse. La faccenda è sempre più calda, certo l'avviso di Tesla ai propri utenti in cui si dichiara che "Il Full Self-Driving può fare la cosa peggiore nel momento peggiore" non è molto incoraggiante. 

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