Italia prima in Europa e terza al mondo per numero di Autovelox

I primati... che non ci piacciono? In realtà sì, ecco perché.
Italia prima in Europa e terza al mondo per numero di Autovelox
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

I numeri dell'ultimo report di COYOTE sono piuttosto eloquenti. In Italia ci sono ben 14.297 autovelox, di cui 11.426 dispositivi "classici", 304 sistemi Tutor e 2.567 telecamere semaforiche.

Ci sono anche dati sulla distribuzione per base regionale. Il 76% degli autovelox, ovvero più di 7.300, si trova nelle principali regioni del nord Italia: 17,4% in Lombardia, 20,5% in Veneto, 14,1% in Piemonte e 12% in Emilia Romagna. La Toscana ospita meno di 1.000 postazioni (6,6%). Si scende ulteriormente con un 5,5% nelle Marche, 5,1% in Trentino Alto Adige/Sud Tirol. Le restanti regioni del centro/sud Italia ospitano invece poche centinaia di postazioni a testa.

Pensate che negli ultimi tre anni presi in esame (2019, 2020 e 2021) il numero di postazioni è aumentato di circa il 40%, un incremento davvero notevole. I numeri in questione ci "premiano" come primo paese in Europa per numero di Autovelox e addirittura terzi nel mondo. Al primo posto c'è il Brasile, che già qualche anno fa ne contava più di 17.000.

Questi dati sono stati raccolti anche grazie alle segnalazioni della community di utilizzatori dell'app COYOTE. Pensate che nel 2021 sono state riportate ben 19,4 milioni di allerte autovelox.

Qual è quindi il risvolto positivo di numeri del genere? Il calo nel tasso di incidentalità. Purtroppo il 2020 è stato un anno estremamente anomalo per una valutazione accurato del tasso in questione. È anche per questo che nel report diffuso da COYOTE si mostra il grafico seguente, relativo al calo del 3% dal 2014 a 2019. Pensate che dai 172.000 incidenti del 2019 si è passati a soli 118.000 nel 2020, ma proprio per via della Pandemia è impossibile confrontare tale dato con quelli degli anni precedenti. Se comunque già dal 2014 al 2019 con un incremento di autovelox modesto si sono visti gli effetti sulle percentuali, i nuovi numeri (che potrebbero anche essere in aumento) dovrebbero comunque incidere positivamente sul tasso.

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