Oggi è il Giorno del Pi Greco: ecco un po’ di motivi per cui dovreste festeggiarlo

Giuseppe Tripodi -

Se avete aperto Google oggi, vi sarete accorti che il doodle è dedicato al Giorno del Pi greco, che si festeggia proprio il 14 marzo. Il Pi greco (π) è una delle più importanti costanti della matematica e viene solitamente riportata indicando le prime tre cifre significative, ossia 3,14. Ovviamente, la data scelta per celebrare questo particolarissimo numero è basata sulla convenzione anglosassone nel rappresentare le date, indicando prima il mese e poi il giorno (3/14, appunto).

Il primo festeggiamento del Pi Day si tenne nel 1988 per volontà del fisico statunitense Larry Shaw: durante queta celebrazione, un corteo circolare sfilò intorno ad uno degli edifici del museo Exploratorium di San Francisco e vennero vendute delle crostate alla frutta, decorate con le cifre decimali del Pi greco. Le torte/crostate alla frutta sono diventate una delle tradizioni di questa data, tanto che il doodle di oggi è proprio una torta realizzata dal cuoco Cronut Dominique Ansel; l’idea della torta, ovviamente, viene dall’omofonia tra le parole inglesi pie (crostata) e pi (in inglese non si specifica alcun greco).

Ma perché il Pi greco è così importante? Molti di voi lo ricorderanno principalmente come costante per calcolare la circonferenza e l’area di un cerchio, ma in realtà è molto di più. Come ben saprete, uno dei modi per definire il Pi greco è

Il rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del suo diametro

Spiegazione visuale del Pi greco. Da Wikipedia

Insomma, preso un cerchio, se provassimo a “srotolare” la sua circonferenza su un piano esattamente come nella GIF qui sopra, vedremmo che è pari alla lunghezza del diametro moltiplicata per 3,14. Ma tecnicamente, il Pi greco non è solo 3,14: è un numero irrazionale e trascendente, quindi è impossibile esprimere π usando un numero finito di interi, di frazioni e di loro radici. In altre parole, a prescindere di tutti i calcoli possibili, non potremo mai esprimere il valore “preciso” del Pi Greco.

Per questo, si semplifica dicendo che ci sono infinite cifre che seguono le più famose 3,14; a proposito, se volete imparare le prime 19 cifre del Pi Greco, potete cercare di memorizzare la frase qui sotto: contate di quante lettere è composta ogni parola e avrete le prime 19 cifre significative.

Ave, o Roma o Madre gagliarda di latine virtù che tanto luminoso splendore prodiga spargesti con la tua saggezza

3,14159 26535 89793 238

Il fatto che il Pi greco è un numero trascendente dimostra l’impossibilità di realizzare la quadratura del cerchio, ossia di realizzare un quadrato che abbia la stessa area di un cerchio dato, utilizzando solo riga e compasso.

Ma il Pi greco non serve solo per risolvere i problemi matematici a scuola: è fondamentale per le nostre vite ed utilizzato in tantissimi campi di studio. Senza comprendere il Pi greco non avremmo potuto studiare le onde elettromagnetiche (quindi niente TV, smartphone, WiFi, raggi X, microonde…), non avremmo potuto neanche concepire la meccanica quantistica (π appare nel principio di indeterminazione di Heisenberg) e, in ogni caso, non avremmo potuto studiare adeguatamente la medicina, la finanza e tutte le altre discipline in cui si utilizza la statistica (ossia quasi tutte), poiché senza π non avremmo la distribuzione gaussiana.

Dopo aver compreso l’importanza matematica del Pi greco, non stupisce che sia una costante che viene studiata letteralmente da millenni: nonostante il simbolo greco π venne utilizzato per la prima volta nel 1706 dal matematico gallese William Jones nella sua A New Introduction to the Mathematics, la costante matematica che oggi conosciamo come Pi greco ha origini molto più antiche.

Le prime approssimazioni del π di cui abbiamo prove risalgono ai babilonesi, che lo rappresentavano come 25/8 (ossia 3,125); qualche secolo più avanti, dal Papiro di Rhind apprendiamo che gli egizi lo rendevano invece come (169)², ossia 256/81. Anche nella Bibbia (nell’Antico Testamento, per la precisione) si trova traccia del Pi greco, anche se questo viene approssimato (molto rozzamente) a 3.

Egli fece il mare come una gran vasca di bronzo fuso, dieci cubiti da una sponda all’altra: era perfettamente circolare. La sua altezza era cinque cubiti e una linea di trenta cubiti misurava la sua circonferenza

Secondo libro delle cronache, 4:2

Elencare la cronologia delle rappresentazioni di π sarebbe superfluo, poiché letteralmente in tutta la storia della matematica gli studiosi hanno dovuto rapportarsi con questa costante. Non stupisce, quindi, che il Pi greco abbia sempre affascinato l’umanità: attualmente il record massimo di cifre del Pi greco calcolate appartiene a Alexander Yee e Shigeru Kondo, che con un apposito super computer sono riusciti a calcolare le prime 12 mila miliardi di cifre del π. L’indiano Sharma Suresh Kumar invece, detiene il record di cifre del Pi Greco recitate a memoria: ben 70.030, la cui declamazione necessitò circa 10 ore e venne sancita dal Guinness World Record.

E insomma, se qualcuno si è preso la briga di imparare 70 mila numeri a memoria, forse voi potete prendervi qualche minuto per ricordare (e raccontare!) quest’incredibile costante matematica.

  • The Striker

    Davvero un bell’articolo, ricco di aneddoti simpatici e scorrevole
    (anche se l’ho letto con un giorno di ritardo)