Impressioni a caldo, e senza spoiler, su Rogue One: A Star Wars Story (foto e video)

Lorenzo Delli

Rogue One: A Star Wars Story è il primo film della così detta Star Wars Anthology, un nuovo raccoglitore che ospiterà i futuri spin-off della saga tra cui anche quello incentrato sull’iconica figura di Han Solo. Un progetto piuttosto coraggioso, vista la severità con cui i fan della saga giudicano eventuali nuovi arrivi, che sta però già dando i suoi frutti, considerati gli incassi record dei primi giorni di proiezione e l’accoglienza dei fan.

Rogue One di fatto non è solo parte di un progetto coraggioso: è di per sé un film coraggioso sotto svariati punti di vista. Si è tanto discusso sulla sceneggiatura del film, sui tagli che sono stati realizzati in un secondo momento, sul finale e soprattutto sulla Disney, che aveva paura di avere per le mani un film troppo tetro, fin troppo drammatico per i suoi standard. Se questo è il risultato finale della post-produzione non possiamo che esserne felici.

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La pellicola non risente minimamente degli influssi di “disneyana” memoria, anzi, per certi versi sembra quasi che il regista Gareth Edwards e colleghi abbiano avuto carta bianca. Questa volta vogliamo provare a descrivervelo utilizzando una serie di termini chiave, ovviamente senza spoiler sulla trama o comunque su eventuali citazioni e easter egg sparsi qua e là.

1) Coraggioso

Non amiamo ripeterci ma Rogue One è prima di tutto un film coraggioso. Lo spettatore viene gettato nella mischia senza nessuno degli elementi che solitamente contraddistinguono i film della saga. Nessun testo a scorrimento, simbolo di Star Wars sin dagli albori, nessuna classica musica d’apertura e, soprattutto, niente di rassicurante. Azione, pura e dura, senza compromessi di alcun genere. Rogue One non è un film che cerca di coccolare lo spettatore, tutt’altro. Non è quindi la classica trovata commerciale, ma una lettera d’amore ai fan della saga.

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Recensione Rogue One – Che Star Wars sarebbe senza un degno combattimento nello spazio?

2) Disperato

Il tema ricorrente del film è la speranza. Sì, perché Rogue One dopotutto è un prologo agli eventi di Una Nuova Speranza. Ma la speranza in questo caso viene dalla disperazione e dalla paura. La galassia è succube dell’Impero, un Impero che non ci pensa due volte a gettare via popoli, città o interi pianeti per ottenere lo scopo ultimo a cui Palpatine (e in parte Anakin) aspira. Ed è bellissimo in sala essere pervasi da queste emozioni, seppur negative, che ci mostrano per la prima volta i veri volti della Ribellione e dell’Impero.

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Recensione Rogue One – Contrastare il predominio dell’Impero è un’azione disperata che richiede una buona dose di… speranza!

3) Tangibile

Già un anno fa avevamo utilizzato il termine tangibile per descrivere  Il Risveglio della Forza, e Rogue One forse si merita ancora di più questo appellativo. L’uso del CGI in certi frangenti è ovviamente padrone della scena, e non stiamo parlando solo di eventuali combattimenti spaziali. Edwards e colleghi però contrappongono al CGI l’uso di costumi originali (gli stessi del primo Star Wars!), nuove razze aliene e soprattutto ambientazioni vive, pulsanti, ricche di dettagli che gli appassionati non potranno non notare.

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Recensione Rogue One – Nuovi personaggi, nuove ambientazioni, il tutto caratterizzato da quel senso di tangibilità tipico della prima trilogia.

4) Spregiudicato

Spregiudicato: “Che ostenta un’assoluta indipendenza e libertà di modi e di atteggiamenti; anticonformista, disinibito, audace, spavaldo, disinvolto“. Tutti aggettivi che si sposano con quanto offerto al grande pubblico. Rogue One è una pellicola che osa, sparando sullo schermo nuovi personaggi, nuove ambientazioni ma anche nuovi modi di proporli. Non c’è il classico percorso di redenzione, non c’è l’altrettanto classico eroe e la sua crescita, non c’è una storia che cerca di accontentare tutti con il solito messaggio di fondo. Come già accennato non è un prodotto che cerca di piacere a tutti, anzi.

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Recensione Rogue One – Non ci sono eroi, non ci sono storie d’amore o crescite interiori, bensì uno scopo comune che mette insieme un gruppo di disparati personaggi.

5) Rispettoso

Nonostante la sua spregiudicatezza, il suo voler proporre nuovi personaggi e ambientazioni e anche il suo voler stravolgere la classica struttura dei film della saga, Rogue One è anche un film rispettoso. Una pellicola realizzata da un fan per i fan. Dopotutto stiamo parlando di un regista che disse “Star Wars è sicuramente la ragione per cui ho voluto diventare un regista“. Non mancano gli omaggi a Una Nuova Speranza, i tanti collegamenti con le due trilogie e addirittura con le serie animate e appunto un tremendo rispetto per personaggi quali Darth Vader, che nei (pochi?) minuti di apparizione sullo schermo lascia decisamente il segno.

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Recensione Rogue One – Ma un bello spin-off incentrato unicamente su Darth Vader no, eh?

6) Autoconclusivo

Rogue One è un prodotto a sé stante. Definirlo il miglior o il peggior film della saga non ha molto senso. Si tratta di uno spin-off che può tranquillamente essere inserito all’interno di una maratona di Star Wars, preferibilmente tra il III e il IV capitolo della saga, così come un film da godersi in una serata in cui si ha bisogno di una bella dose di Guerre Stellari (anzi, Guerriglie Stellari). Un esperimento che a nostro avviso funziona alla grande, e che permetterà a LucasArts e Disney di sperimentare ulteriormente in futuro.

Recensione Rogue One
Recensione Rogue One – Un film senza la forza? Assolutamente no, la forza è protagonista a prescindere dell’universo di Star Wars.

In Conclusione

A Rogue One possiamo trovare solo due difetti. Il primo è da ricercarsi nel doppiaggio italiano. Si tratta di un problema che purtroppo accomuna varie produzioni, e che ritroviamo persino ne Il Risveglio della Forza. La scelta di alcune voci per personaggi tra l’altro chiave non è assolutamente azzeccata, ed è davvero un peccato. Il secondo è forse da imputarsi alla trama e al suo scorrimento. Non aspettatevi grossi colpi di scena, né sorprese di alcun genere. Ma questo non è necessariamente un male. L’obiettivo finale era quello di stupire lo spettatore offrendo un’esperienza in stile Star Wars allo stesso tempo nuova e classica, e la produzione ci è riuscita in pieno, anche senza plot twist o particolari escamotage. 134 minuti di pura goduria per i fan che non possiamo che consigliare caldamente.

Recensione Rogue One – Foto

Recensione Rogue One – Trailer Finale