Star Wars: Gli Ultimi Jedi, tra emozioni, risate e nuove domande. Le impressioni a caldo (spoiler free)

Lorenzo Delli -

Come al solito non è facile parlare di Star Wars. Non è facile soprattutto senza fare cenno a punti chiave della trama, quelli che faranno ampiamente discutere nelle prossime settimane, quelli su cui si appoggiano buona parte delle recensioni positive che probabilmente avrete letto finora.

Odio ripetermi, ma per orientarmi nei meandri di quanto vorrei dirvi mi rifarò in parte alla mini-recensione che affianca quelle di tanti altri colleghi nella multi-review che potete leggere sulle pagine di Lega Nerd, una tradizione che va avanti dall’uscita de Il Risveglio della Forza, ripetendo e rafforzando alcuni concetti.

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Star Wars è cambiato. Sono passati 40 anni da Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza. Era lecito quindi dopo 40 anni aspettarsi un cambiamento, un’evoluzione. D’altronde è il cinema stesso ad essersi evoluto, ad essersi adattato ai tempi che corrono e per certi versi stravolto. La saga di Star Wars doveva quindi stare al passo con i tempi, e in parte questa evoluzione si era già vista ne Il Risveglio della Forza.

La pellicola diretta da J.J. Abrams però non poteva rischiare troppo: il proporre volti noti della trilogia di riferimento era in buona parte una strategia che serviva proprio a conciliare il nuovo con il vecchio, ad attirare i vecchi fan cresciuti con i volti di Han Solo, Luke Skywalker e Leia Organa e allo stesso tempo i nuovi, che conoscevano magari anche solo di sfuggita quei volti. Anche perché, diciamocela tutta: apprezzare Una nuova speranza ora, per come si sono evoluti gli effetti speciali, potrebbe risultare estremamente difficile per un adolescente nato dopo il 2000.

Rose Tico, uno dei nuovi personaggi. In teoria è una semplice addetta alla manutenzione della Resistenza, ma vanta uno spirito particolarmente combattivo.

Gli Ultimi Jedi, tra l’altro traduzione italiana errata del titolo originale (è palesemente L’Ultimo Jedi, una frase pronunciata anche da Snoke ne Il Risveglio della Forza), taglia definitivamente i ponti con il passato, aprendo a qualcosa di nuovo, per certi versi anche di inaspettato. La storia quindi va avanti, e lo fa con volti nuovi e con storie nuove.

C’è Rey, l’orfana dal passato misterioso fin troppo potente nella Forza; c’è Poe, che più che mai in questo nuovo capitolo rappresenta l’indole del ribelle e della Ribellione; c’è Finn, perennemente in fuga dal suo passato e ancora in cerca di un posto nell’universo (esattamente come Rey); e c’è Kylo, o meglio, Ben Solo, un personaggio ancora più importante in questo ottavo film della saga e che nonostante tutte le critiche che gli sono state mosse riesco ad apprezzare ancora di più, specialmente dopo una prima visione del nuovo film.

A costo di mandare qualcuno su tutte le furie, continuo a pensare che Kylo Ren sia uno dei personaggi meglio riusciti di questa nuova trilogia.

Parliamoci chiaro: Gli Ultimi Jedi non è un film esente da difetti. Una parte del film è per certi versi fine a sé stessa, un ottimo spaccato dell’universo di Star Wars e di quanto ancora ha da offrire, ma comunque inutile ai fini della parte più rilevante della trama. E poi c’è quella cosa che ha influenzato la maggior parte dei giudizi negativi espressi finora: la comicità di alcune scene del film. È vero, ci sono un paio di momenti comici di troppo, anche se tutto sommato sufficientemente divertenti, ma il loro scopo mi è apparso abbastanza lampante: diluire quanto accade in 2 ore e mezzo di film, alleggerire gli animi in vista del gran finale.

Sì perché gli ultimi tre quarti d’ora (forse di più, forse di meno: non guardavo l’orologio) sono un crescendo continuo, tanto che se l’avessi guardato per la prima volta tra le mura di casa probabilmente non sarei stato seduto un attimo. C’è tutto quello che si può chiedere a Star Wars: c’è passione, rabbia, battaglie (a terra e nello spazio), gesta eroiche e disperate, colpi di scena, il pacchetto completo insomma.

Tra i protagonisti attivi de Gli Ultimi Jedi c’è anche la Forza.

Il problema, il vero problema, è che Star Wars viene visto da una certa cerchia di fan come una religione, più che come una saga cinematografica. Il termine “religione” potrebbe sembrarvi esagerato, ma se considerate che la Religione Jedi è presente nei censimenti, forse così esagerato non è. La diretta conseguenza è che non si può ridere di una religione, è impossibile che un film della saga scateni momenti di ilarità; la forza, le spade laser, i combattimenti nello spazio profondo con più rumori che su un pianeta con atmosfera, sono tutte cose serissime e rigorose.

Bene: se Gli Ultimi Jedi serve ad allontanare questo genere di fan, che in ogni settore dell’intrattenimento (fumetti, videogiochi, serie TV, libri) fanno più danni che altro, ben venga. L’indignazione per i Porg (pensa te che scandalo, Disney vuole vendere pupazzi, e io che pensavo fosse una ONLUS!) o per qualsiasi altra “trovata” lasciano il tempo che trovano.

Seriamente vi lamentate dei Porg? Vogliamo parlare degli Ewok? Dobbiamo proprio?

Gli Ultimi Jedi ha comunque saputo emozionarmi, nonostante la nuova direzione intrapresa. Il fatto che sia un film diverso, che vuole parlare anche alle nuove generazioni, non cancella quanto avete visto anni fa. La vecchia trilogia è ancora lì, al suo posto, in tutta la sua straordinarietà. Ma Star Wars, come universo, ha ancora tanto da dire, e anche stavolta sono uscito dal cinema con un solo pensiero “Ancora, ne voglio di più!”.

E il bello è che invece di rispondere alle domande che tutti ci ponevamo offrendoci certezze, Gli Ultimi Jedi ci propone dubbi e nuove e ancora più incalzanti domande. E lo fa in modo anche subdolo, portando lo spettatore a rimuginare su quanto visto, obbligandolo ad una seconda visione al cinema per cogliere tutti quegli indizi che insieme all’ultimo film della nuova trilogia lo porteranno a completare il quadro finale. Non posso che concludere invitandovi a guardarlo senza lasciarvi influenzare da chi lo giudica “una porcheria” solo perché ogni tanto si ride o perché non si pone abbastanza rispetto alla trilogia originale. E se avete modo, lingua originale (specialmente per la voce di Kylo/Ben)!