Io nerdo, tu nerdi, egli nerda: per Treccani “nerdare” fa oramai parte del lessico quotidiano

Lorenzo Delli

Vi serve una parola sola per indicare l’azione di passare molto tempo davanti a un videogioco?“: è così che Treccani apre il suo tweet dedicato al termine nerdare, traduzione dall’inglese “nerding“.

Così come “nerd” è oramai parte del lessico quotidiano, utilizzato da alcuni come termine dispregiativo, da altri come identificativo, da altri ancora come titolo rivendicato con orgoglio, anche “nerdare” può ufficialmente entrare nel lessico quotidiano proprio per indicare le sessioni di gaming.

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A nostro avviso però il termine nerdare e le sue eventuali coniugazioni possono essere utilizzate anche per altre attività, non solo quelle videoludiche. Ma nella società attuale anche utilizzare termini del genere, apparentemente innocenti, può essere considerato offensivo. Abbinarli ad attività quali ad esempio i giochi di ruolo cartacei o dal vivo, giochi da tavola particolarmente complessi o simili potrebbe turbare gli animi di chi pensa che un semplice termine possa sminuire in qualche modo le loro passioni. La nostra digressione è durata fin troppo, noi torniamo a nerdare, voi date un’occhiata al tweet di Treccani qui di seguito.

  • Psyco98

    È un paese di vecchi e alla Treccani non ci hanno capito, come al solito, niente.
    Per le sessioni di gaming esiste apposta giocare nella nostra lingua e infatti viene utilizzato quello.
    Praticamente hanno sminuito il 90% delle cose che può fare uno nerdando. Ma vabbè, probabilmente ai loro occhi è tutto uguale.