L'ultimo chiodo sulla bara dei Glass, il monumentale fallimento di Google

Il cimitero di Google è ormai una piccola città
Nicola Ligas
Nicola Ligas Tech Master
L'ultimo chiodo sulla bara dei Glass, il monumentale fallimento di Google

Correva l'anno 2013, e Google presentava quello che forse è stato il suo dispositivo più avveniristico di sempre: i Google Glass. Degli occhiali smart dotati di un piccolo display sul quale leggere le notifiche ricevute dal telefono collegato, con il quale era possibile interagire tramite comandi vocali; inoltre i Google Glass avevano anche una fotocamera, per registrare foto e soprattutto video con un'inusuale prospettiva in prima persona. Un dispositivo di nicchia, rilasciato solo negli USA a un numero ristretto di utenti, e venduto anche a caro prezzo, ma così unico che non resistemmo alla tentazione di recensirlo.

Nel giro di qualche anno il progetto naufragò, per una serie troppo lunga di motivi per stare qui a elencarli tutti: prezzo, disponibilità, applicazioni, esperienza d'uso e, non da ultimo, un marketing da parte di Google non proprio efficace. La cosa peggiore è il fatto che i successivi aggiornamenti hanno reso la prima generazione dei Google Glass quasi inutilizzabile, lasciando con l'amaro in bocca i (pochi) acquirenti.

L'azienda cercò quindi di riciclarli in ambito aziendale, magari per quei lavori in cui fa comodo avere certi dati a portata di mano quando si hanno le mani occupate, lanciando la Enterprise Edition, che per un certo periodo sembrò anche procedere spedita con nuove versioni. Complice poi l'avvento della pandemia ce n'eravamo anche dimenticati, convinti che in certi ambiti il loro utilizzo continuasse. E invece...

Google non solo ha interrotto dal 15 marzo 2023 le vendite dei Glass Enterprise Edition 2, ma cesserà del tutto il supporto il 15 settembre 2023, quindi a stretto giro. In seguito a quest'ultima data i Glass Enterprise Edition rimarranno ancora funzionali, ma non riceveranno più alcun aggiornamento software, e le app installate "potrebbero smettere di funzionare in qualsiasi momento dopo iol 15 settembre". Parliamo di un dispositivo lanciato nel 2019 e venduto per un migliaio di dollari, giusto per contestualizzare meglio.

È difficile non collegare anche questa chiusura, come del resto quella di Stadia, alla profonda crisi che tutto il settore tech sta affrontando, con licenziamenti massicci in tutte le più grandi compagnie (Apple esclusa, per ora), Alphabet inclusa.

Un portavoce di Google ha ribadito a The Verge tutto l'impegno dell'azienda nel campo della realtà aumentata (a scanso di equivoci i Glass non erano un dispositivo di AR), ma è chiaro comunque che anche i Glass Enterprise non devono aver ottenuto i risultati sperati. Speriamo solo che in qualche modo siano serviti da lezione per quei futuri dispositivi che dovrebbero "portare nuove e innovative esperienze AR in tutto il portafoglio prodotti di Google".

Forse era troppo presto, o forse, per quanto futuristico potesse sembrare, non è questo il domani che ci aspetta, fatto sta che questa nuova lapide nel cimitero di Google ha inciso sopra anche il nome dell'azienda stessa: gli aruspici avrebbero di che vaticinarne per anni.

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