Android compie 15 anni: una storia di statue, dolci ed emoji

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Android compie 15 anni: una storia di statue, dolci ed emoji

Sono passati 15 anni da quando Google ha introdotto il primo dispositivo dotato di sistema operativo Android con Android Market (ora Google Play). Era il 2008, il telefono era il T-Mobile G1 (HTC Dream) e Android era alla versione 1.0. 

Una crescita esponenziale, che ha portato il robottino nelle tasche di miliardi di utenti, con un impatto difficilmente quantificabile, sia dal punto di vista delle app che dei dispositivi su cui le usiamo (leggi anche: le migliori app per l'intelligenza artificiale).

Sameer Samat, General Manager e Vice Presidente dell'ecosistema Android ha voluto celebrare chiedendo ai suoi colleghi i ricordi migliori di questa avventura. 

Tra questi, David Burke ricorda quando aveva dichiarato che avrebbe creato una demo di 8 minuti, visto che doveva essere proiettata su uno schermo da 80 piedi, e così fu. 

A Elyse Seigle, Program Manager, piace ricordare le statue, che nei primi tempi dovevano essere smontate dai dipendenti dal camion che le trasportava per metterle davanti agli uffici a Mountain View.

Poi hanno iniziato a essere troppe e non sapevano più dove metterle, prima che Google trovasse loro un posto al campus. 

Fonte: Google

Christopher Katsaros, Capo della sezione Android Developer Marketing, ricorda i tempi di KitKat e Oreo, e visto che l'annuncio di quest'ultimo occorreva in contemporanea con l'eclissi totale di sole negli Stati Uniti (e il cielo sarebbe assomigliato a un Oreo), lo avevano sincronizzato con l'eclissi sopra New York.

A Dan Sandler, Direttore dell'ingegneria, piace ricordare i primi progetti di una interfaccia per tablet, quando aveva disegnato uno schizzo di come avrebbe potuto apparire, con icone, widget e altro e l'aveva fotografata con un Nexus One, per poi inserirla nel flusso di lavoro da effettuare. 

Fonte: Google

Patricia Correa, Senior Director della sezione Global Developer Marketing ricorda il lancio di Android Studio nel 2013, e il tempo passato per decidere il nome, oltre agli schizzi per scegliere l'icona, senza avere in mente di cosa sarebbe diventato il progetto.

A Lily Lin, Vice Presidente delle Comunizazioni, invece, piace ricordare il 2017, quando dopo aver presentato le prime emoji raffiguranti prodotti commestibili, gli utenti che si erano lamentati per esempio della posizione del formaggio nel cheesburger, dell'ombra sbagliata nei fori del formaggio o della schiuma della birra. Sundar Pichai aveva definito la questione una priorità e le immagini erano state corrette velocemente.

Adrienne Lofton, Vice Presidente della sezione Integrated Marketing for Platforms and Ecosystems, è invece orgogliosa di rappresentare i valori di Android, di non prendere niente troppo sul serio e di trasmettere un senso di inclusione tra gli utenti, mentre a Liesl Schumacher, Capo dello Staff, piace ricordare quando nel 2020, in piena emergenza Covid, hanno fornito al National Health Service (NHS) inglese un aiuto per portare tablet Android nelle stanze degli ospedali.  

Una storia lunga 15 anni, con ricordi divertenti di eventi che all'epoca potevano sembrare insignificanti, ma che nel tempo si sono trasformati nella realtà che tocchiamo con mano ogni giorno.

Fonte: Google

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