Apple Vision Pro è molto più di quanto svelato da Apple

La casa di Cupertino avrebbe preparato app dedicate al fitness, e persino una funzione di "co-presenza"
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Apple Vision Pro è molto più di quanto svelato da Apple

Come sono le immagini arrivate fino a noi di Apple Vision Pro (a proposito, scopriamo se riuscirà a fare la rivoluzione)? Una persona, sola, seduta comodamente sul divano indossando un visore per la realtà virtuale con funzioni di realtà aumentata

Ma Apple Vision Pro nelle intenzioni dell'azienda è molto di più, e la casa della mela ha tenuto nascoste molte funzioni, soprattutto legate al fitness. Almeno questo è quanto trapela da un rapporto del sito The Information, che suggerisce come Apple abbia esplorato una collaborazione con Nike per creare allenamenti per il Vision Pro, oltre a esaminare la possibilità di creare delle imbottiture apposite per allenamenti ad alta intensità, che quindi avrebbero fatto sudare molto.

Apple avrebbe anche valutato l'idea di consentire agli utenti di Vision Pro di interagire con i contenuti mentre erano su una cyclette, oltre a creare app di yoga che utilizzano le telecamere del dispositivo per misurare il respiro "osservando il petto e il busto di un utente", e persino un'app per il tai chi.

Ma perché al WWDC non sono state mostrate queste funzioni, consentendo solo di far provare un'app di meditazione ad alcuni appartenenti alla stampa? Secondo The Information, Apple era riluttante a introdurle per le limitazioni del dispositivo, come la batteria esterna e il vetro frontale troppo fragile in caso di urti accidentali contro un mobile o il muro.

Un'altra sorpresa al WWDC è stata la mancanza di giochi specifici per il visore, e stando a The Information il motivo risiederebbe nel tracciamento delle mani poco accurato.

Il rapporto rivela inoltre come Apple stesse cercando di creare una funzione di "co-presenza", che utilizza il tracciamento del corpo per creare una versione virtuale della persona con cui un utente sta parlando attraverso il visore, qualcosa che è stato mostrato durante una chiamata FaceTime, anche se non per tutto il corpo.

Evidentemente in questo caso il limite è dato dalla potenza di Apple Vision Pro, non sufficiente per generare un'immagine virtuale convincente.

O almeno è quanto si può dedurre da un progetto simile di Google, chiamato Project Starline, e che utilizzerebbe l'intelligenza artificiale per creare una versione digitale realistica di qualcuno con cui si sta parlando da remoto.

Insomma, diversi limiti hardware avrebbero consigliato ad Apple di contenere le funzioni software, ma questo non vuol dire che da qui al 2024 la piattaforma Vision non sarà ricca di applicazioni. La casa di Cupertino sta già cercando di convincere gli sviluppatori a salire sul nuovo treno, e comunque tutte le app per iOS e iPadOS saranno compatibili senza alcun tipo di intervento da parte loro.

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