A breve Chrome bloccherà finalmente i cookie di terze parti, ma chi esulta oltre a Google?

Da gennaio Google avvia i test per Protezione antitracciamento, attivandola per l'1% degli utenti globali
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
A breve Chrome bloccherà finalmente i cookie di terze parti, ma chi esulta oltre a Google?

Google aveva promesso che nel primo trimestre del 2024 avrebbe attivato il blocco dei cookie di terze parti su Chrome attraverso il suo noto strumento Privacy Sandbox, e ora abbiamo finalmente una data: il 4 gennaio 2024 (sapete come cancellare i cookie?). 

La funzione, chiamata Protezione antitracciamento, sarà attiva da quella data sull'1% degli utenti Chrome globali (scelti a caso) e servirà per proteggerli dal tracciamento da parte dei cookie (o quantomeno limitarlo). 

Il concetto, per chi non lo ricordasse, è piuttosto semplice. I cookie di terze parti sono sempre serviti ai siti per ricordare le informazioni degli utenti e offrire un'esperienza di navigazione più veloce e personalizzata (come ricordare l'accesso e altre impostazioni). Negli anni però la funzione è sfuggita di mano e sono stati utilizzati in maniera poco trasparente per tracciare gli utenti, non solo sul sito in questione, ma anche tra siti, in modo da mostrare annunci pertinenti e soprattutto profilare gli utenti.

Mentre altri browser utilizzano soluzioni antitracciamento integrate o estensioni come gli ad blocker, Google, che in fondo vende pubblicità, ha sviluppato una sua tecnologia chiamata Privacy Sandbox, che consente di proteggere la privacy degli utenti ma al contempo non bloccare gli annunci.

La soluzione è stata criticata dagli esperti di privacy e gli enti regolatori hanno tenuto alta l'attenzione (non convinti dal monopolio della GrandeG nel settore della pubblicità), ma ora è in dirittura d'arrivo e da gennaio la casa di Mountain View avvierà la sperimentazione su una piccola percentuale di utenti, in modo da dare il tempo agli sviluppatori di adattare i siti alla nuova soluzione. 

Come funzionerà? Dal 4 gennaio, gli utenti selezionati verranno notificati da una finestra blu quando apriranno Chrome da desktop o dispositivo Android.

Notifica per la Protezione antitracciamento su Chrome. Fonte: Google

E questo è quanto, perché la protezione sarà attiva per impostazione predefinita e voi non dovrete fare altro. "I cookie di terze parti saranno limitati per impostazione predefinita, limitando la capacità di tracciarti su diversi siti web", scrive Google.

Certo, potrebbero esserci problemi, in quanto è possibile che la protezione dal tracciamento possa causare il malfunzionamento di alcuni siti web dipendenti dai cookie. In questo caso, gli utenti potranno sempre disattivarlo e riattivare temporaneamente i cookie di terze parti, esclusivamente per quel sito web. 

Per farlo, basta cliccare sull'icona a forma di occhio a destra nella barra degli indirizzi e attivare il pulsante di fianco alla voce Cookie di terze parti.

Riattivazione dei cookie per un sito. Fonte: Google

Quindi tutto bene? Non è detto. Come Google stessa ammette, questa tempistica è soggetta a revisione in caso la Competition and Markets Authority (CMA) inglese non risulti convinta dalle spiegazioni fornite da Google

Come abbiamo anticipato in apertura, la CMA è preoccupata che Google impedisca la concorrenza nella pubblicità digitale, e anche la capa dell'antitrust dell'Unione europea Margrethe Vestager ha anche dichiarato a giugno scorso che sono in corso indagini sull'iniziativa Privacy Sandbox.

Dal canto loro, anche gli inserzionisti non sembrano soddisfatti, in quanto affermano come la perdita dei cookie nel browser più popolare al mondo limiterà la loro capacità di raccogliere informazioni per personalizzare gli annunci e renderli pertinenti, mentre la Bank of America, attraverso il Brokerage BofA Global Research, ha dichiarato in una nota giovedì che l'eliminazione graduale dei cookie darà più potere alle agenzie di media, in particolare quelle che sono in grado di fornire informazioni proprietarie su larga scala agli inserzionisti.

Insomma, alla vigilia di questa rivoluzione sembra che Google, nel tentativo di accontentare tutti, non accontenterà nessuno. O forse solo sé stessa.

Fonte: Google

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