DALL-E disponibile per le app, ma restano alcuni problemi

DALL-E disponibile per le app, ma restano alcuni problemi
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Se il nome DALL-E non dovesse dirvi niente, vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento a proposito, ma anche senza entrare nel dettaglio, avrete sicuramente sentito parlare di algoritmi di intelligenza artificiale in grado di generare immagini a partire da testo.

DALL-E è il più famoso e performante di questi prodotti, in grado di creare vere e proprie opere d'arte e praticamente di "leggerci nel pensiero", ma l'unico modo per accedervi è tramite il sito della società che lo sviluppa, non proprio il massimo in un mondo fortemente legato agli smartphone.

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Beh, a breve non sarà più così, perché OpenAI, la società che lo sviluppa, ha diffuso l'API per integrare le funzionalità di DALL-E in app e altri prodotti, oltre ad aver aggiunto la possibilità di creare collezioni di immagini e ad aver semplificato le condizioni d'uso

Ma andiamo con ordine.

Il rilascio del framework (attualmente in beta), significa che gli sviluppatori interessati potranno facilmente aggiungere gli incredibili strumenti di creazione e modifica delle immagini di DALL-E nelle loro app, complete di un filtro per evitare la produzione di contenuti non appropriati. Le più ovvie saranno sicuramente i social network, dove già le prime creazioni di DALL-E sono diventate virali, ma ci sono già alcune applicazioni pratiche.

Tra queste abbiamo Designer di Microsoft (uno dei principali investitori di OpenAI), che permette di creare grafica per social media, documenti e inviti, e la stessa casa di Redmond rilascerà a breve una funzionalità integrata in Bing ed Edge per creare immagini quando non si riesce a trovare su Internet quello di cui si ha bisogno. 

Cala, un sito dedicato all'abbigliamento per aiutare i fashion designer a creare e vendere i loro prodotti e Mixtiles, un sito che permette di creare opere d'arte da parete, sono altri esempi, ma non dubitiamo che ne seguiranno molti altri.

Come abbiamo anticipato in apertura, OpenAI ha inoltre annunciato altre due novità, come la possibilità di creare collezioni con le proprie immagini (qui sotto) e una semplificazione dei termini d'uso, che vi concede la proprietà, non solo i diritti d'utilizzo, sulle opere generate. 

Fonte: OpenAI

E questo punto dovrebbe, almeno in parte, ridurre al minimo le violazioni delle norme sui contenuti. In parte, perché con l'esplosione del Web le immagini hanno acquistato un'importanza sempre maggiore. Società come Shutterstock e Getty Images hanno fatto la loro fortuna su questo, e mentre la prima ha deciso di abbracciare la nuova tecnologia, collaborando attivamente con OpenAI per vendere direttamente le creazioni, la seconda si è incamminata sulla strada opposta, vietandone l'utilizzo. E questo potrebbe aprire la strada a controversie sul copyright non da poco. 

Come abbiamo descritto nel nostro approfondimento, poi, ci sono questioni etiche legate all'utilizzo di DALL-E.

I pregiudizi, l'uso improprio delle immagini, la disinformazione, lo stalking, sono solo alcuni dei problemi che non sono ancora stati affrontati in maniera convincente da OpenAI e che potrebbero dar luogo a situazioni preoccupanti o pericolose. Comunque la pensiate, il vaso di Pandora è stato aperto, e volenti o nolenti, dovremo tutti confrontarci con questa realtà. 

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