Confermato fino al 2025 il divieto di installare sistemi di riconoscimento facciale in Italia

Antonio Lepore
Antonio Lepore
Confermato fino al 2025 il divieto di installare sistemi di riconoscimento facciale in Italia

Ieri, 22 giugno, la Camera ha approvato il decreto legge n.51 che proroga al 31 dicembre 2025 la moratoria sui sistemi di sicurezza che utilizzano il riconoscimento facciale. Dunque, se il DL riceverà il consenso del Senato, né le amministrazioni né i privati potranno procedere all'installazione di impianti di sicurezza con l'identificazione tramite il riconoscimento facciale (vale sia per i luoghi pubblici che per quelli aperti al pubblico). Leggi anche: come funziona IT-alert.

Entrando maggiormente nei dettagli della notizia, le amministrazioni, prima di installare le telecamere, dovranno ottenere il parere positivo del Garante della Privacy, mentre per i privati nessuna deroga: non potranno in alcun modo utilizzare sistemi di riconoscimento facciale nei negozi oppure altrove. Questa norma, tra l'altro, appare coerente con l'orientamento europeo, che nei giorni scorsi ha approvato il testo dell'AI Act, che prova a porre un limite a ciò che si può fare con l'intelligenza artificiale e con sistemi di riconoscimento biometrici.

Ad esempio, non si potranno utilizzare sistemi di analisi relativi al sesso, all'etnia e all'orientamento politico. 

Una notizia, questa, che probabilmente non incontrerà i favori di tutti, tra cui quello del Ministero degli Interni, il quale, durante un'intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, aveva definito "fondamentale" il sistema della videosorveglianza. Difatti, soprattutto negli ultimi tempi, sono stati abbastanza diffusi i tentativi di utilizzare i sistemi col riconoscimento facciale per finalità legate alla pubblica sicurezza.

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