L’Europa è pronta a bastonare Apple se non rispetta il DMA

Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi Tech Master
L’Europa è pronta a bastonare Apple se non rispetta il DMA

È passata meno di una settimana da quando Apple ha annunciato come si adeguerà al DMA, ossia al nuovo regolamento per i mercati digitali dell'Unione Europea, che prevede per gli utenti la possibilità di installare app da fonti diverse. La società della mela ha escogitato un ecosistema che permetterà la creazione e l'installazione di marketplace alternativi ad App Store, ma tutta l'infrastruttura sarà gestita da Apple, che ha stabilito anche un sistema di commissioni alternativo (chiamato Core Technology Fee) per chi vuole pubblicare anche su store di terze parti.

La soluzione proposta da Apple ha lasciato spiazzati molti sviluppatori e aziende, che si aspettavano un approccio più libero. E oltre alla questione di come funzionerà la gestione dei marketplace alternativi, c'è soprattutto la questione delle commissioni: la Core Technology Fee prevede il pagamento di 0,5€/anno per ogni installazione (dopo il primo milione di installazioni), e questo porterà spese molto elevate per tutti coloro che sviluppano app gratuite.

A tal proposito, Spotify ha pubblicato un comunicato stampa in cui accusa Apple di aver giocato sporco, e anche Tim Sweeney, fondatore e CEO di Epic Games, sostiene che le commissioni imposte da Apple costringeranno molti sviluppatori a restare con App Store.

Il pugno duro dell'Unione Europea

Il DMA entrerà in vigore il 7 marzo: c'è quindi poco più di un mese per le aziende coinvolte (come Apple) per adeguarsi.

La società della mela ha già annunciato con netto anticipo le azioni intraprese per adeguarsi al regolamento ma non è detto che le iniziative di Apple vadano bene alla Commissione Europea. Bisogna tenere a mente che il DMA è un regolamento per favorire la libera concorrenza ed evitare i monopoli: nel caso in cui le commissioni (o altre norme) imposte da Apple si rivelassero anticoncorrenziali, l'Europa potrebbe comunque multare Apple (con sanzioni fino al 10% del fatturato annuale).

A proposito della Core Technology Fee, Apple ha dichiarato che il 99% degli sviluppatori pagheranno meno di quanto pagano adesso, ma è inevitabile che le aziende che producono app gratuite installate da milioni di persone (come Spotify) subiranno il peso di questa normativa.

La Commissione Europea non si è ancora espressa sulla legittimità o meno delle decisioni di Apple, ma il Commissario Europeo per il mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato a Reuters:

Il DMA aprirà le porte di Internet alla concorrenza, in modo che i mercati digitali siano equi e aperti. Il cambiamento è già in atto.

A partire dal 7 marzo valuteremo le proposte delle aziende, con il feedback di terze parti.

Se le soluzioni proposte non saranno sufficientemente valide, non esiteremo a intraprendere azioni forti

A proposito di feedback di terze parti, recentemente la Coalition for App Fairness aveva definito un vergognoso insulto all'Unione Europea il sistema proposto da Apple, mentre Microsoft aveva dichiarato che si tratta di un passo nella direzione sbagliata.

Un altro recente commento viene da Paulo Trezentos, CEO del marketplace alternativo per Android Aptoide che, pur lodando Apple per l'apertura, sostiene che le commissioni richieste siano ancora troppo alte anche per loro.

Trezentos ha aggiunto che Aptoide sta preparando un feedback formale da fornire all'Unione Europea.

Al momento Apple non ha voluto rilasciare dichiarazioni: tra poco più di un mese, scopriremo se il sistema escogitato dalla mela sarà sufficiente o meno per le normative previste dalla Commissione Europea.

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