Niente CPU "casalinghe" per i futuri Samsung Galaxy

Antonio Lepore
Antonio Lepore
Niente CPU "casalinghe" per i futuri Samsung Galaxy

I nuovi Galaxy S23 di Samsung stanno riscuotendo un buon successo di pubblico e parte di questo merito è sicuramente da attribuire alla decisione del produttore di equipaggiare i modelli con il chip Qualcomm Snapdragon 8 Gen 2. Almeno per quest'anno, quindi, il marchio coreano ha deciso di rinunciare al suo processore Exynos. Tuttavia, alla luce di recenti indiscrezioni, la società potrebbe ritornare sui propri passi. Secondo Business Korea, infatti, un team interno guidato da Rahul Tuli starebbe lavorando sulla progettazione di una CPU personalizzata denominata provvisoriamente "chip Galaxy" e che potrebbe debuttare nel 2025.

Samsung, però, ha subito smentito la notizia. In particolare, l'azienda ha dichiarato: "Un recente resoconto dei media secondo cui Samsung ha istituito un team interno dedicato allo sviluppo del core della CPU non è vero. Contrariamente alle notizie, da tempo abbiamo più team interni responsabili dello sviluppo e dell'ottimizzazione della CPU, reclutando costantemente talenti globali dai campi pertinenti". Questo chiarimento di Samsung, dunque, evidenzia chiaramente che la società non ha iniziato affatto a sviluppare CPU personalizzate da destinare ai suoi futuri smartphone, tablet e laptop.

Quindi appare evidente la volontà di Samsung di continuare ad impiegare sui suoi dispositivi i core della CPU di ARM, anche alla luce dei pareri di diversi utenti che in passato hanno lamentato le performance dei processori Exynos. Tra l'altro, sempre relativamente ai suoi chip, Samsung fu coinvolta anche nella controversia sul GOS (Game Optimization Service), ovvero un servizio che limitava le prestazioni di CPU e GPU allo scopo di evitare il surriscaldamento del dispositivo e quindi un consumo più veloce della batteria.

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