Google Bard rimandato in Europa per la privacy

Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca
Google Bard rimandato in Europa per la privacy

L'intelligenza artificiale ha preso molto piede negli ultimi mesi, soprattutto grazie a servizi alla portata di tutti come ChatGPT. In questo senso anche Google ha fatto la sua mossa.

La mossa di Google si chiama Bard e consiste in un chatbot dotato di intelligenza artificiale con specifiche capacità votate all'interazione e alla ricerca online. Sappiamo che mentre in USA Bard è già pienamente operativo in versione beta, in Europa il suo lancio tentenna.

Nelle ultime ore sono arrivati ulteriori dettagli che spiegano perché Google Bard ancora non può debuttare in Europa. Come molti avevano già ipotizzato, si tratta di una questione di privacy e di gestione dei dati personali.

In Europa, a differenza degli Stati Uniti, abbiamo una regolamentazione ben definita e condivisa da tutti gli stati membri in termini di protezione dei dati personali. Parliamo chiaramente del GDPR, le cui norme impediscono un lancio ufficiale di Google Bard. Come specificato dalla Irish Data Protection Commission, la commissione europea maggiormente coinvolta nella supervisione sulla gestione dei dati personali da parte di Google, non c'è ancora un parere favorevole al debutto di Bard sul territorio europeo.

Google avrebbe informato la commissione in merito alla volontà di lanciare Bard in Europa questa settimana. D'altro canto però BigG non avrebbe fornito la documentazione necessaria a supporto dell'impatto del servizio sui dati personali degli utenti europei. Così come Google ancora non ha fornito dettagli su come intende essere conforme al GDPR con il servizio Bard.

Nello specifico ci ha fatto sapere che:

A maggio abbiamo annunciato di voler rendere Bard disponibile in un maggior numero di aree del mondo, compresa l'Unione Europea, e di volerlo fare in modo responsabile, confrontandoci con esperti, autorità di regolamentazione e policy maker. Nell'ambito di questo percorso, ne stiamo discutendo con gli enti regolatori della privacy, per ascoltare le loro osservazioni e rispondere alle loro domande.

In contesti come questo è bene specificare che il GDPR è una tutela importante per noi cittadini, visto che obbliga a rigorosi trattamenti e misure di sicurezza quando si parla di dati personali delle persone.

In questo caso può sembrare un ostacolo, ma in realtà consiste sempre in una sicurezza per la nostra privacy.

Queste mancanze impediscono oggettivamente il debutto di Google Bard in Europa. Google ha comunque ribadito la sua volontà di lanciare Bard in Europa, dichiarandosi disposto a rispondere a tutte le questioni che verranno sollevate dalla commissione per il rispetto del GDPR.

Quindi possiamo aspettarci che entro le prossime settimane le due parti si avvicineranno, proprio come è successo per ChatGPT qualche settimana, con il lieto fine per cui noi europei siamo tornati ad avere accesso al servizio. Nel frattempo, vi ricordiamo la nostra guida per usare Bard gratuitamente anche in Italia.

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