Perché GTA 6 è il gioco più atteso di sempre

Nicola Ligas
Nicola Ligas Tech Master
Perché GTA 6 è il gioco più atteso di sempre

Oggi è uscito il primo trailer ufficiale di GTA 6, probabilmente uno dei più anticipati e attesi di sempre. Ma come mai tanto hype dietro a un videogioco? Chiunque abbia giocato ai passati titoli della saga avrà probabilmente una sua opinione, ma ci sono comunque dei dati oggettivi che rendono l'annuncio di oggi particolarmente importante.

Una lunga dieta

La saga di GTA è iniziata nel lontano 1997, ma è probabilmente solo con GTA III, uscito nel 2001, che tutto il potenziale della serie è fiorito.

Grand Theft Auto è stato in pratica l'inventore di un nuovo modo di giocare, che possiamo genericamente indicare con open world, una meccanica che in seguito è stata ripresa in mille modi e altrettanti titoli diversi. Non condividete il termine "inventore"? Ok, allora diciamo che GTA ha consacrato e sdoganato presso il grande pubblico le dinamiche open world.

Nei vari capitoli di GTA c'è sempre stato un sapiente mix (in dosi variabili) di RPG, azione, avventura, guida, e chi più ne ha più ne metta.

Ci sono sempre stati infatti numerosi giochi e sotto-giochi all'interno della trama principale, ma la possibilità di vagare per l'ampia mappa a fare quello che volevi, che fosse buttarsi col paracadute o compiere l'ennesima acrobazia folle, era il vero elemento inaspettato, che rompeva i canoni di linearità che contraddistinguevano i videogiochi dell'epoca.

E per un po' di anni l'onda di GTA fu come uno Tsunami. 2002: GTA Vice City. 2004: GTA San Andreas. 2008: GTA IV, con la sua grafica "next gen". E per finire, nel 2013, GTA V, un gioco così longevo che ancora oggi viene giocato in locale e soprattutto online, e continuano a fiorire modifiche per adattarlo ai tempi che passano.

E poi iniziò il digiuno. Sono passati oltre dieci anni dall'ultimo capitolo della saga, che nel frattempo ha visto il sorgere di numerose imitazioni di ogni genere, che non hanno fatto altre che alzare l'asticella in attesa di GTA 6.

A tutto ciò aggiungete il fatto che GTA V punta ormai a 200 milioni di copie vendute, al terzo posto nel podio dei videogiochi più venduti di sempre.

Logico quindi che le aspettative siano altissime, sia per il prolungarsi della dieta, sia perché la concorrenza non è certo stata a guardare, ma tutti si aspettano che sia GTA a reinventare un genere che lui stesso ha consacrato. Se ci riuscirà o meno lo scopriremo solo dopo il suo rilascio, cosa che probabilmente non avverrà prima di un altro anno, durante il quale teaser, trailer e altri leak non faranno altro che aumentare l'hype di cui abbiamo parlato finora (col rischio forse di pomparlo anche troppo, ma questo è un altro discorso).

Peccato poi che il digiuno continui, perché GTA 6 non uscirà prima del 2025 e solo su console next gen. E le scimmie ballano...

Il meglio dei due mondi

GTA V è stato, ed è tutt'oggi, uno di quei virtuosi esempi in cui nessun giocatore è stato trascurato.

Vi piacciono le avventure in single-player, voi contro "il computer"? La lunghissima storia e le tantissime missioni secondarie del gioco sono lì per voi. Preferite i multiplayer su internet con giocatori da ogni parte del mondo? GTA Online è da anni un caposaldo del genere: un mondo virtuale in continua evoluzione dove fino a 30 giocatori possono scontrarsi/incontrarsi in free roam tra le ambientazioni rese celebri dalla campagna single-player.

Considerando il sempre crescente impatto che il gioco online ha avuto dal 2013 a oggi, è praticamente certo che anche GTA 6 non deluderà da questo punto di vista, ma per sapere di preciso cosa ci aspetta è ancora troppo presto. Il punto è che si tratta di un titolo atteso da una schiera di giocatori molto eterogenea, e questo non fa altro che aumentare le aspettative, di cui già al punto precedente.

Dr Jekyll e mister Hyde

C'è sempre stato un elemento che ha contraddistinto GTA: quello di mettere il giocatore nei panni dei cattivi.

Del resto il titolo parla chiaro: "un grandioso furto d'auto". Qui non siete supereroi che salvano il mondo dai malvagi, non state eliminando orde di zombie, non siete insomma paladini del bene: siete letteralmente i villain di una storia narrata da qualcun altro. Personaggi con un passato spesso turbolento, con una propensione all'uso di armi di ogni genere, e con squilibri mentali più o meno evidenti (ogni riferimento a Trevor Philips non è puramente casuale).

Chiamatelo "fascino del male" se volete, anche se forse è un po' eccessivo come stereotipo. Sì perché spesso si finisce per fraternizzare con questi personaggi, anche un po' sfortunati, che alla fine sembrano meno cattivi di quanto non sarebbero se visti dall'esterno. E la bravura di GTA è forse stata proprio questa. Non è un Carmageddon dove il solo scopo è asfaltare pedoni innocenti: in GTA il confine è più labile, ed è così che fa ancora più presa sul giocatore, che ha una valvola di sfogo "col lasciapassare", perché in fondo quelli che massacrerete sono (per la maggior parte) altri poco di buono.

E GTA 6 come sarà da questo punto di vista? Bè, dopo il trittico di protagonisti del precedente capitolo, non ci aspettiamo niente di meno, e se il mondo l'ha considerato accettabile 10 anni fa, non avrà certo problemi ad affezionarcisi anche adesso. Ma questo è un altro discorso, che magari approfondiremo dopo il lancio del gioco. Per oggi ci basta sognare un po' col primo trailer, e iniziare magari a chiedersi chi dei nuovi protagonisti ci piacerà di più impersonare.

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