Huawei aveva già registrato Vision Pro in Cina. E ora?

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Huawei aveva già registrato Vision Pro in Cina. E ora?

La scorsa settimana, Apple ha presentato al mondo il suo primo visore chiamato Vision Pro che, lodi, critiche e analisi a parte, ha indubbiamente monopolizzato l'attenzione del mondo della tecnologia. 

E proprio il nome, che in un certo senso ha sorpreso analisti ed esperti che si aspettavano qualcosa del tipo Reality, potrebbe essere la prima spina nel fianco di Apple, senza neanche aver lanciato il dispositivo sul mercato. 

Cosa sta succedendo? Un sito cinese, MyDrivers, ha scoperto che Huawei ha già registrato il marchio "Vision Pro" in madrepatria il 16 maggio 2019, l'ha rinnovato nel 2021 e ne deterrà i diritti fino al 27 novembre 2031. A quanto pare, Huawei utilizza il brand Vision Pro in Cina per TV LCD, dispositivi VR, occhiali intelligenti, apparecchiature radio e altro ancora.

Fonte: MyDrivers

A questo punto, se Apple vuole vendere il suo visore in Cina ha due possibilità: cambiare nome, almeno nel Paese asiatico, o accordarsi con Huawei. 

Il cambio di nome non è una pratica inusuale nel mondo dell'auto, pensiamo all'Alfa 164, che in Cina, Corea e Giappone è diventata 168 perché il 4 porta male, o altri veicoli come Fiat Ritmo o Hyundai Kona diventati Fiat Strada e Hyundai Kauai in alcuni mercati dove avevano significati sconvenienti.

Ma nella società globale dei dispositivi elettronici è tutto un altro discorso. Apple Vision Pro è un prodotto che inaugurerà un nuovo settore comunque legato al marchio Vision, che nelle speranze di Apple dovrebbe diventare il prossimo dispositivo di diffusione di massa dopo l'iPhone. Tanto che se il visore attuale, la cui uscita è prevista per il 2024, costerà 3.500 dollari, è già in programma una sua versione più economica.

Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda, ma è difficile pensare che non sia al lavoro per trovare la soluzione più conveniente, o che comunque non sia stata convocata dai legali di Huawei all'indomani della presentazione.

Ancora più sorprendente, però, è il fatto che abbiano deciso un nome già legato a un marchio registrato: possibile che nessuno abbia fatto i controlli del caso?

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