Una spilletta intelligente può davvero essere lo smartphone del futuro?

Nicola Ligas
Nicola Ligas Tech Master
Una spilletta intelligente può davvero essere lo smartphone del futuro?

Quale sarà il prossimo livello evolutivo degli smartphone? La domanda se la stanno ponendo in molti ormai da qualche anno, e l'andamento decrescente del mercato è lì a testimoniare che la risposta ancora non è arrivata. I pieghevoli non hanno aperto una nuova era, al massimo sono stati un'appendice di quella attuale. C'è bisogno di qualcosa di radicalmente nuovo, e in molti stanno in questi giorni puntando il dito in direzione di AI Pin, un nuovo e senz'altro originale dispositivo appena svelato da un'azienda chiamata (non senza una certa ironia) Humane. Permetteteci di argomentare un minimo, e di essere un minimo scettici.

Cos'è e cosa fa Humane AI Pin

Una spilletta con intelligenza artificiale. Potremmo parafrasare così il nome AI Pin, ma spiegarlo concretamente è ben più complesso. Anzitutto cerchiamo di visualizzare il tutto e di capire in cosa consista fisicamente AI Pin.

AI Pin è composto da due parti fondamentali: il dispositivo stesso e un battery booster, che si aggancia magneticamente al primo, e serve anche per tenerlo in posizione.

Dove? Su una felpa, una camicia, una maglietta: insomma addosso all'utente. Questo è il primo vantaggio e il primo limite di AI Pin. Di fatto è un dispositivo indossabile, col benefit che le vostre mani saranno libere nella maggior parte dei casi, ma con lo svantaggio che dovrete comunque attaccarlo a qualcosa, o alla peggio tenerlo appunto in mano.

Il peso è piuttosto irrisorio: 34 grammi per AI Pin più altri 20 grammi per la batteria magnetica. Al suo interno c'è un ignoto processore Qualcomm Snapdragon, 4 GB di RAM, 32 GB di archiviazione e connettività Wi-Fi ac, Bluetooth 5.1 ed LTE (via eSIM); c'è anche il GPS e un piccolissimo speaker. Tutti i dettagli li trovate comunque sul sito dell'azienda.

All'esterno vediamo una piccola fotocamera da 13 megapixel, ma ci sono anche sensori per profondità, luminosità, accelerometro, giroscopio, e magnetometro. La parte centrale è una superficie touch, che costituisce uno dei due metodi di interazione col dispositivo stesso.

L'altro sono le air-gesture che potrete fare con la mano di fronte alla fotocamera. Niente display? No, c'è un mini-proiettore a 720p, che potrà mostrare eventuali informazioni ovunque vogliate, anche solo sul palmo della vostra mano.

E le app? Niente app. AI Pin si collega via rete (anche mobile) a dei modelli di intelligenza artificiale, probabilmente basati su GPT-4 (il suo sistema operativo non è Android: si chiama Cosmos ma non sappiamo molto al riguardo), al fine di rispondere alle richieste dell'utente. L'idea è quella che l'utente dica ciò che vuole, e che AI Pin lo faccia. Parliamo ovviamente di messaggi e chiamate, ma anche di email e appuntamenti (quantomeno un sunto), sfruttando poi la fotocamera per cose come traduzioni o informazioni sul cibo che state per mangiare.

L'idea però è quasi più quella di avere un chatbot con intelligenza artificiale sempre a portata di mano, o meglio di voce.

Ciò non significa però che AI Pin sia sempre attivo (la batteria non ce la farebbe, probabilmente): dovete essere voi a risvegliarlo tappando e trascinando il dito sul touchpad. L'azienda intende aggiungere poi anche funzioni di navigazione e per l'acquisto di prodotti, dando comunque agli sviluppatori gli strumenti necessari per portare ulteriori funzionalità.

Quanto costa AI Pin

Humane AI Pin è al momento disponibile solo negli USA, in partnership con l'operatore T-Mobile. Il suo prezzo è di 699 dollari, più 24 dollari al mese di abbonamento ai servizi dell'azienda, che coprono anche i costi di connessione alla rete mobile. I pre-ordini partiranno il 16 novembre, con le prime spedizioni previste per il 2024. I colori al momento disponibili sono 3: eclipse, equinox e lunar.

Siamo nell'ordine di uno smartphone di fascia medio/alta insomma, e per essere la prima generazione non è nemmeno un prezzo malvagio. Non parliamo dei 2.000 dollari dei primi pieghevoli, o degli altrettanto cari Google Glass (tanto per citare un altro indossabile con videocamera e comandi touch / vocali).

La ragione del suo successo / insuccesso non risiederà insomma nel prezzo, a nostro modo di vedere, ma questo non significa che la strada sia in discesa.

The next big thing?

Che il mercato dell'elettronica di consumo sia stagnante è piuttosto evidente anche senza essere degli analisti. Nell'ultimo anno ci siamo infatti emozionati più per il software (ChatGPT e simili) che per l'hardware, e Humane prova giustamente a rivoltare il paradigma, cavalcando l'onda dell'intelligenza artificiale in un modo finora inedito.

Chiamateci pure scettici però, ma siamo...scettici sul suo successo. In molti accostano AI Pin allo "smartphone del futuro", ma sono dispositivi troppo diversi a nostro modo di vedere. AI Pin è indubbiamente futuristico, con il suo proiettore e la sua "intelligenza" innata, ma tutto si riduce a cosa potrai farci concretamente ed efficacemente. 

Gli smartphone di oggi sono ormai quanto di più simile possa esserci a un PC tascabile: non solo fruisci dei contenuti ma li crei anche, magari non un romanzo, ma c'è comunque una innegabile componente creativa.

Su AI Pin entrambe le componenti sono difficili se non impossibili da ricreare. Lo schermo non c'è, e il proiettore può ovviare solo in minima parte, e l'interazione vocale da sola non basta. Anche su smartphone ci sono assistenti e dettatura vocale, ma non possono sempre prescindere dall'uso del touchscreen e della tastiera.

Sono dispositivi così diversi sul piano pratico che non ha nemmeno troppo senso porsi il dubbio di chi possa sostituire cosa, almeno ora come ora. Detto questo però auguriamo a Humane ogni possibile successo, soprattutto perché l'insuccesso potrebbe spaventare altri dal provarci a loro volta, o almeno questo ci ha insegnato la parabola dei Google Glass.

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