Internet ad alta velocità in Europa, Italia agli ultimi posti

Internet ad alta velocità in Europa, Italia agli ultimi posti
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Come abbiamo più volte descritto in queste pagine, in questi ultimi anni in Europa, e ovviamente anche in Italia, c'è stata una sempre maggiore attenzione verso la diffusione dell'alta velocità delle connessioni Internet. Tanto che una parte sostanziosa del Pnrr è dedicata alla diffusione della banda larga su tutto il territorio nazionale, anche nelle cosiddette aree bianche, cioè quelle non particolarmente appetibili dal punto di vista commerciale in quanto a bassa densità di popolazione. 

Ora Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione europea che raccoglie ed elabora dati provenienti dagli Stati membri a fini statistici, promuovendo il processo di armonizzazione della metodologia statistica tra gli Stati stessi, ha rilasciato un rapporto sulla diffusione dell'alta velocità tra i vari Paesi membri, disegnando un quadro non troppo positivo per l'Italia.

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Alta velocità, Italia migliora ma arranca, meglio nelle aree a bassa densità

Ma cosa si intende per alta velocità? Significa una rete di comunicazioni elettroniche che consiste interamente da elementi in fibra ottica almeno fino al punto di distribuzione nella posizione di servizio o una rete di comunicazioni elettroniche in grado di fornire, anche in condizioni di punta, prestazioni di rete simili in termini di downlink, uplink e altri parametri.

In pratica, fibra ottica e 5G.

Nel 2021, la Commissione europea ha fissato un obiettivo per il 2030 di raggiungere la connettività gigabit in tutte le famiglie dell'UE e la copertura 5G per tutte le aree popolate. Sono già stati compiuti notevoli progressi nell'introduzione di connessioni di rete fissa ad altissima capacità (VHCN) in tutta l'UE, e infatti si può vedere come nel 2021, il 70% delle famiglie dell'UE (mediamente) godeva di una copertura Internet ad alta velocità, rispetto al solo 16% del 2013.

Verde: UE. Rosso: Italia

La connettività VHCN è migliorata anche nelle aree poco abitate. Tra il 2013 e il 2021, la quota di nuclei familiari in zone a bassa densità abitativa con connessione VCHN fissa è aumentata dal 4% al 37% in tutta l'UE.

Nonostante questi progressi, i livelli di accesso alla rete ad alta velocità differiscono notevolmente tra gli Stati membri dell'UE e anche all'interno di molti Stati membri per quanto riguarda la densità di popolazione.

Se infatti andiamo a vedere la distribuzione tra i diversi Paesi dell'accesso all'alta velocità per tutte le famiglie, vediamo come mentre a Malta il 100% delle famiglie accede alla banda larga, in Danimarca il 95% e in Spagna il 94%, l'Italia si trova in fondo al grafico, con un valore del 44%, mentre la Grecia occupa l'ultimo posto con il 20%.

Andando a vedere l'andamento degli anni del nostro Paese (primo grafico in alto, tratto rosso), vediamo come c'è stato un aumento troppo leggero, che ha raggiunto il livello europeo (inclinazione della retta) solo nell'ultimo anno.

Va leggermente meglio per le aree a bassa densità, una classifica sempre capeggiata da Malta (100%), seguita da Lussemburgo, Danimarca e Paesi Bassi (tutti intorno al 79%). Gli ultimi posti in questo caso sono occupati da Finlandia (12%), Repubblica Ceca (7%) e Grecia (0%), mentre l'Italia si assesta al 22%, forse proprio grazie agli ultimi sforzi del Governo.

In questo caso infatti notiamo che l'andamento (secondo grafico in alto, tratto rosso), ha seguito la media europea, però partendo da un livello più basso (0% fino al 2018).

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