La Protezione Civile definisce le indicazioni operative per l'utilizzo di IT-alert: scopriamole insieme

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
La Protezione Civile definisce le indicazioni operative per l'utilizzo di IT-alert: scopriamole insieme

Nel bel mezzo dei test di IT-alert su rischi specifici, che sono in corso in alcune regioni tra il 22 gennaio e oggi, il Dipartimento della Protezione Civile ha pubblicato sul suo sito le indicazioni operative che stabiliscono le modalità di utilizzo del sistema (se non sapete cosa sia e come funzioni IT-alert, date un'occhiata al nostro approfondimento).

Per chi non lo ricordasse, IT-alert è un sistema di allarme (la cui fase di sperimentazione è iniziata a giugno dell'anno scorso e termina in questi giorni) messo a punto dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile per avvisare i cittadini di determinate aree geografiche coinvolte in gravi emergenze.

Il decreto, che recepisce la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 ottobre 2020 e successive modificazioni, è stato pubblicato sul sito di IT-alert e della Protezione Civile, e definisce l'utilizzo di IT-alert per i seguenti rischi:

  • maremoto generato da un sisma
  • collasso di una grande diga
  • attività vulcanica di Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli
  • incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica
  • incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 (Direttiva Seveso)

Ma cosa significa indicazioni operative? In primo luogo è stato definito il protocollo "Common Alerting Protocol" (CAP), che consente l'invio dei messaggi cell – broadcast, in modo da allinearlo alle esigenze della Protezione Civile, nel rispetto degli standard internazionali.

In secondo luogo, per ciascun rischio sono stati definiti gli scenari di utilizzo del sistema di allarme relativi al rischio specifico, il testo del messaggio, le modalità di invio dello stesso, le aree da allertare e i soggetti responsabili dell'invio dei messaggi.

Infine nel decreto vengono descritti i limiti connessi all'applicazione del sistema IT-alert in generale e per ogni rischio specifico, legati per esempio all'incertezza connessa ai fenomeni naturali, alla conoscenza scientifica imperfetta e alle capacità tecnologiche disponibili.

Nel decreto è stato inoltre considerato il rischio relativo alle precipitazioni intense, ma a questo proposito il Dipartimento della Protezione Civile ha dichiarato che le indicazioni operative relative sono in corso di elaborazione "tenuto conto che la complessità intrinseca di tali fenomeni e della loro evoluzione richiedono ulteriori approfondimenti tecnici e procedurali".

Il Dipartimento della Protezione Civile dichiara che le indicazioni operative rappresentano una tappa importate nel percorso verso l'operatività del sistema IT-alert, che affinché possa finalizzarsi richiede ancora una valutazione tecnica della fase di sperimentazione.

A questo proposito, la Protezione Civile ricorda che la sperimentazione potrebbe essere prorogata, anche solo per alcuni scenari di rischio.

Potete leggere il decreto completo a questo indirizzo

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